La notte del maghetto. Tutti in coda per la saga dei record

Ieri sera apertura speciale delle librerie per celebrare l'uscita dell'ottavo volume

La ragazza con i tacchi a spillo e il miniabito coi lustrini, no. Lei è in giro per la settimana della moda di Milano. Ma il ragazzo con il mantello lungo fino ai piedi e il cappellone da mago Merlino, sì. E anche la ventenne coi capelli argentati, quella con la chioma lilla, il ragazzo con la bacchetta in mano, le liceali con la sciarpona gialla e rossa, loro sì: sono tutti in piedi per Harry Potter. In coda. Hanno aspettato la mezzanotte in libreria: è arrivato - «finalmente», dicono tutti - anche in Italia Harry Potter e la maledizione dell'erede, l'ottavo volume, in vendita da questa notte in molti negozi e megastore del Paese, aperti appositamente per l'occasione. In coda, in centro a Milano (ma le librerie erano aperte in moltissime città d'Italia), c'era il popolo dei potteriani: non solo ex fan ormai cresciuti, insomma non solo dai vent'anni a salire (e trentenni, e quarantenni, e ben oltre...); ad aspettare di comprare il nuovo volume c'erano tantissimi ragazzini, dai sei-sette anni in poi. Tanti studenti e studentesse delle medie. Tante mamme che accompagnavano i figli, rassegnate: «Eh, loro due si sono volute mettere in coda già da un pezzo - dicono due madri indicando le rispettive figlie - a mezzanotte e zero uno vorrebbero già avere la copia in mano. Saltellano, sono tutte attive, ma a noi qui si sta già chiudendo l'occhio...».

C'era di tutto, per soddisfare la curiosità e la voglia di festeggiare dei patiti del maghetto: il megastore Mondadori di piazza Duomo, per dire, era «suddiviso» nelle varie case di Hogwarts, una per piano, Tassorosso, Corvonero, Serpeverde, Grifondoro. E poi c'erano la «burrobirra», i truccatori, il quiz per vincere una copia gratis, le fotografie «ufficiali». La coda era iniziata già alle otto di sera, e si faceva la fila non solo per acquistare il libro (dalla mezzanotte) ma, prima ancora, per lo «smistamento», cioè per partecipare ai giochi e alle attività. Sempre in Duomo, la coda per entrare alla libreria Feltrinelli occupava la Galleria per quasi tutta la lunghezza. Anche lì in coda ventenni, signore, ragazzi e ragazze anche di dodici-tredici anni. Come hanno scoperto Harry Potter? Facile, glielo hanno letto i fratelli e le sorelle maggiori, oppure i papà e le mamme. È così che è nata una nuova generazione di fan della saga che in Italia, da quando uscì il primo volume nel 1998, ha venduto oltre undici milioni di copie. È così che per l'ottavo, attesissimo libro, le librerie hanno deciso di tenere aperto di notte, la storica Hoepli, la Libreria dei ragazzi, e perfino Eataly ha organizzato una nottata a tema.

Tutti in coda, allora, per una copia di un libro che, in realtà, non è un romanzo come i sette precedenti, bensì la sceneggiatura dello spettacolo teatrale Harry Potter and the Cursed Child, in scena a Londra in due parti, al Palace Theatre, che è tutto esaurito dalla prima del 30 luglio scorso e fino al luglio del 2017. Come i sette precedenti, in Italia è pubblicato da Salani. Siccome è un testo teatrale, J. K. Rowling non l'ha scritto da sola: ad aiutarla (e a firmare con lei) sono stati il regista John Tiffany e lo sceneggiatore Jack Thorne.

Harry Potter and the Cursed Child ha scalato le classifiche mondiali prima ancora di essere in libreria (il 31 luglio scorso) e, in Italia, prima ancora di essere tradotto, unico caso di un libro in lingua inglese primo in classifica nel nostro Paese; non è nemmeno un romanzo, ma un testo teatrale. Però è Harry Potter: i fan non vedevano l'ora. La trama è complicata, più che per bambini è per ex bambini (lo stesso Palace Theatre, a Londra, consiglia lo spettacolo dai dieci anni in poi); ci sono molti flashback, il passato che si modifica a ripetizione, il futuro che cambia ogni volta di conseguenza. Ci sono nuovi personaggi (i figli di Harry, Ron, Hermione e Draco Malfoy, la «seconda generazione» di studenti di Hogwarts), vecchi personaggi che mutano ruolo e pelle (Harry, l'eroe, è un impiegato al ministero della Magia, che non riesce proprio a capire e a comunicare con il secondogenito Albus Severus, un ragazzo che cresce, cerca la sua strada, sbaglia molto e soprattutto nel padre non vede l'eroe, bensì un uomo che «ha fatto grossi errori»), vecchi personaggi che sembravano scomparsi e tornano sulla scena (Lord Voldemort, ma non solo e non in modo banale...), magia, risate, lacrime, coraggio, amore, amicizia e tutte le difficoltà del crescere e diventare grandi (e poi anche da grandi). Protagonista, in un certo senso, è il tempo: tempo che ritorna, tempo che si modifica (ma a quale prezzo), tempo sul quale si può agire, grazie a una «giratempo», uno strumento proibito, prodotto della magia oscura, che funziona così: «C'è un enorme sprazzo di luce. Un rumore forte. E il tempo si ferma. E poi rigira, ci pensa un momento, e poi comincia ad andare all'indietro, lentamente all'inizio... e poi sempre più veloce». Eccolo, il tempo di Harry Potter è tornato.