Nudo femminile al cinema, tre volte superiore a quello maschile

Secondo un recente studio condotto negli Stati Uniti, il cinema predilige i nudi femminili e relega le donne a ruoli marginali

Altro che parità: secondo il Report annuale sullo stato delle donne in California, i nudi femminili – parziali o completi – superano quelli maschili al cinema. Percentuali alla mano, la differenza è evidente: 26% contro appena il 9%, un numero di circa tre volte superiore. Lo studio prende come riferimento i 100 top-film, usciti al botteghino americano nel 2014.

Nonostante la prevalenza di nudi femminili, solamente il 12% dei film analizzati vede come protagonista una donna e, comunque, ove presente, il suo ruolo è spesso marginale: basti pensare che appena il 23% dei personaggi femminili individuati svolge un’occupazione nel film.

Si muovono nella stessa direzione anche i risultati dello studio condotto dalla Mount Saint Mary’s University di Los Angeles, secondo il quale è aumentata la presenza di quote rosa dietro le telecamere, ma si mantiene ancora basso il numero di donne produttrici o alla regia (una ogni cinque), se confrontato con gli ultimi 15 anni e paragonato al dato maschile.

In particolare, lo studio rileva che, se una donna ricopre il ruolo di regista o producer, allora ci saranno più probabilità che vengono scritturate altre donne come aiuto regista e scrittrici della sceneggiatura; se, invece, la direzione è appannaggio maschile, le donne coinvolte nelle riprese o nei lavori di scrittura oscillano tra il 7 e il 15%.

Anche se in proporzioni minori, il gap uomini-donne riguarda anche la televisione, dove i personaggi femminili sono il 42%, percentuale che scende al 30% se parliamo di film e fiction tv.