Ora approda in Inghilterra il più amato 007 della tv russa

In tempi di spie russe (o ex spie) che subiscono attacchi misteriosi con sostanze terrificanti, e di sospetti su altre (presunte) spie russe, a Londra non poteva mancare una vera spia russa. Vera, almeno per fiction. Anche se allora non si chiamava certo fiction: Semnadtsat mgnoveniy vesny, in inglese Seventeen Moments of Spring («diciassette momenti di primavera) è stata una mini-serie tv, 12 puntate andate in onda, per la prima volta, nell'agosto del 1973 e, da allora, diventate di culto. Che un produttore e musicista inglese, Stephen Coates, ha deciso di portare alla Pushkin House di Londra, per una «maratona televisiva», il 22 e 23 settembre (con sottotitoli); mentre la colonna sonora della serie, firmata allora dal grande compositore di origine armena Mikael Tariverdiev, sarà riedita dalla Earth Recordings, in novembre.

Ora, il fatto è che la serie, che fu girata dalla regista Tatyana Lioznova, conquistò letteralmente i russi: dal presidente Breznev in giù, ogni sera, per quelle 12 sere dell'estate del '73, alle 7 e 30 fra i 50 e gli 80 milioni di spettatori si sono incollati alla tv per seguire le avventure di una spia russa infiltrata fra i nazisti sul finire della Seconda guerra mondiale. La spia, interpretata da un bell'attore ovviamente russo (Vyacheslav Tikhonov), si chiamava Max Otto von Stierlitz, ed è talmente entrata nell'immaginario del Paese che nel 1999, a un sondaggio sul presidente ideale, Stierlitz si aggiudicò il secondo posto (dopo il generale dell'Armata rossa Zhukov). Si dice addirittura che abbia ispirato lo stesso Putin, che entrò nel Kgb nel '75. E, soprattutto, in un cortometraggio del 1991 su un funzionario locale di San Pietroburgo, ex spia nella Germania Est (cioè il futuro presidente Putin, appunto...), c'è una scena che ricalca, esattamente, il finale della fiction, con tanto di colonna sonora.

Il successo (ancora oggi) della serie è tanto più incredibile se si considera come nacque: semplicemente, come pubblicità per reclutare nuove spie nel Kgb. Jurij Andropov commissionò una serie di libri, canzoni e film. Spiega il Guardian, che ha raccontato la vicenda, che Andropov si innamorò di un giallo di Yulian Semyonov: all'autore aprì gli archivi del Kgb, mentre alla Lioznova ordinò di realizzare una serie in due settimane, «assistita» dal vice dello stesso Andropov e da altri due membri del Kgb. Ecco, in queste condizioni, di creatività non proprio liberissima, Tatyana Lioznova ha creato una spia-icona. Si dice che Breznev abbia spostato una riunione del Comitato centrale, per non perdere una puntata. Le repliche sono andate avanti anni. Ora si spostano a Londongrad, fra le spie di Sua Maestà.