Pamela Anderson contro il MeToo "È troppo oltre per me"

Pamela Anderson ha criticato il movimento #MeToo, pur affermando di essere una femminista: non è però la sola, negli ultimi tempi ci sono stati dei precedenti

Pamela Anderson critica il movimento #MeToo. Stando a quanto riporta Metro, l’attrice ha affermato che verrà “probabilmente uccisa” per aver dato voce ai propri pensieri. “Penso - ha chiosato l’artista - che questo movimento #MeToo sia un po’ troppo oltre per me”. Il movimento femminista è partito circa un anno fa come reazione alle violenze e alle molestie sessuali degli uomini di potere - a cominciare dal produttore Harvey Weinstein - nello showbiz, oltrepassando i confini degli Stati Uniti ed espandendosi in molti Paesi del mondo e soprattutto in Europa, anche oltre il mondo dello spettacolo. “Mia madre mi ha insegnato: non andare in albergo con uno sconosciuto” ha raccontato la donna.

Quello di Pamela Anderson è un esame a 360 gradi non semplicemente di #MeToo. L’attrice ha infatti commentato che il femminismo “paralizza gli uomini” e l’ideologia è diventata una “noia”. In un’intervista a “60 Minutes”, approfondimento del canale televisivo australiano 9Now, Anderson ha affermato di essere una femminista, ma che questo tipo di femminismo non faccia per lei.

Non è la prima volta che qualcuno contesta #MeToo e soprattutto i suoi contenuti. Una tra queste persone è stata la conduttrice televisiva Melanie Sykes che ha proposto l’equazione tra apprezzamenti che vengono rivolti a una donna e interazione umana, riducendo a essa anche la presunta molestia. Dal canto suo anche l’attrice Lindsay Lohan crede che il movimento faccia apparire le donne deboli, togliendo attenzione ai fatti accaduti in sé - oltre al fatto che ritiene che le donne che denunciano siano in realtà donne forti.