Scintille fra D'Agostino e la Prati: ​"Credere a te è come credere a Conte"

La showgirl e il fondatore di Dagospia si confrontano sul caso Mark Caltagirone: Dago smonta la vicenda, la Prati ribatte colpo su colpo

Massimo Giletti riapre il caso Mark Caltagirone: Pamela Prati e Roberto D’Agostino sono protagonisti di un acceso faccia a faccia nella puntata di Non è l’Arena, andata in onda su La7 domenica 20 ottobre 2019. Ad un mese di distanza dalla sua ultima apparizione al programma, la Prati è in lacrime nel dichiarare subito la propria innocenza. “Io sono innocente – dice la showgirl –, non ho paura di vedere Roberto: anzi, lo voglio ringraziare perché mi ha salvato”.

Il fondatore di Dagospia, il primo sito che con FanPage ha smascherato Eliana Michelazzo e Pamela Perricciolo, traccia la sua linea in questa storia. “La storia di Pamela – spiega D’Agostino – è la spia di quella che è diventata la celebrità contemporanea, quella dei ‘morti di fama’, di gente comune che scompare dopo l’effimero successo e non sa più come tornare di nuovo alla ribalta. La distinzione tra vita reale e reality scompare: si crea un personaggio e per mantenerlo si fa di tutto. Eliana Michelazzo nasce come una corteggiatrice di Uomini e Donne. Quando viene battuta, incontra la Perricciolo”. Da quell’incontro nasce il “sistema” che conduce al “Prati-gate”.

Sono vent’anni che fa questo impiccio – dichiara la Michelazzo riferendosi alla Petrricciolo in un’intervista esclusiva “rubata” dall’inviato Danilo Lupo –, solo che adesso le ha detto male”. Al ritorno in studio, di colpo, un blackout oscura La7: Non è l’Arena viene interrotto per diversi minuti. Tornato tutto alla normalità, arrivano l’avvocato Lina Caputo, la legale della Prati, e la psicoterapeuta Stefania Andreoli.

Prima nessuno indagava le fake news – prosegue D’Agostino –, come quando Lucherini annunciò la relazione tra Richard Burton e Florinda Bolkan, palesemente una fregnaccia”. “Oggi – aggiunge – le celebrità soffrono della sindrome da ‘Viale del tramonto’, il lato buio della celebrità. Molti sono trafitti dalla celebrità, bisognerebbe fare una San Patrignano dei cerebrolesi”.

Quando trasmissioni e giornali hanno una storia bellissima come quella inventata da Pamela – rincara la dose Dago –, non vanno a controllare. Ormai c’è un meccanismo televisivo in cui uno propone un menù strappalacrime e viene invitato per dieci puntate”. “Io ho raccontato quello che stavo vivendo – ribatte la Prati –, la storia d’amore che vivevo sulla mia pelle”.

D’Agostino e Pamela Prati: “Tu giochi con le slot machine”

Un tema che non viene spesso raccontato – dichiara D’Agostino – sono i problemi economici: il tuo ex manager ha detto che giochi con le slot machine. È stato pubblicato un documento secondo cui l’Agenzia delle Entrate ti ha chiesto 372mila euro”.

Sono entrata una volta con mia sorella in una sala Bingo – risponde la showgirl –, non è mica un reato. Io non gioco, non bevo e non mi drogo”. La sua legale specifica che all’Agenzia delle Entrate ha chiesto semplicemente la rottamazione di una cartella esattoriale: un problema risolto da tempo. Ma D’Agostino non è convinto. “Io la capisco – dice il giornalista –, Pamela ha utilizzato queste due ragazze per ritornare in pista”.

Un’intervista ad Alessia Bausone, consigliere comunale di San Luca “adescata” da Caltagirone e poi querelata per diffamazione dalla Michelazzo, svela il meccanismo ideato dalle due agenti: una vera e propria trappola. “Ma Pamela – sostiene D’Agostino – aveva tutti i vantaggi ad essere complice di questa storia. Se uno crede per un anno a queste fregnacce bisogna portarlo da un dottore, ha qualche problema”.

Tu non l’hai vissuta la mia storia – replica la Prati –, stai dicendo delle cose che non sono vere. La sensibilità sai che cos’è D’Agostino?”. “Il tuo obiettivo – risponde Dago – era fare soldi con una storia inventata: miravi a tornare in televisione. Era un triangolo delle Bermude in cui loro due prendevano i soldi e lei era complice. Quando finisce la fama è così, tu facevi le inaugurazioni delle pizzerie”. “La storia di Pamela – la difende la dottoressa Andreoli – è paragonabile a quella di quelle donne che picchiate dai mariti si lasciano convincere a dichiarare di essere cadute per le scale”.

D’Agostino accusa la Prati di non essere nuova ad inventare matrimoni: l’ha già fatto nel 1999 “con tale Bertolani” e nel 2009 con Daniel Sebastian Jabir. “Era diva e recidiva – tuona D’Agostino –, è un indotto che genera tanti soldi”. Dago cita inoltre un accordo di riservatezza firmato dalle tre “per evitare di sputtanarsi”. “Pamela – ribatte la Caputo – non ha commesso alcun reato e non ha guadagnato nulla”. “Allora – domanda D’Agostino – perché ha detto in televisione che si è sposata civilmente con Mark Caltagirone?”. “Non lo sai – gli risponde la Prati –, è perché ero manipolata”. “Uno crede in Pamela Prati – conclude Dago – come crede in Giuseppe Conte”.