Pane, film e fantasia, in arrivo cinema e cucina alla Mostra di Venezia

Un libro che racconta il cibo attraverso il cinema: viene presentato domani alla Mostra del Cinema di Venezia "Pane, film e fantasia" di Laura Delli Colli

«Babbaluci a sucari e fimmini a vasari nun ponnu mai saziari»: con questo proverbio siciliano, il barone Rizieri apriva la cena nel film "Sedotta e abbandonata" di Pietro Germi. Questo proverbio ha una peculiarità: racchiude due dei temi portanti del cinema italiano dal dopoguerra a oggi, l'amore (le "fimmini", ossia le donne) e la cucina (i "babbaluci", ossia le lumache, piatto tradizionale siciliano in occasione di san Giovanni). Il connubio tra cinema e buona cucina viene riassunto domani, alla Mostra del Cinema di Venezia, dove sarà presentato il volume di Laura Delli Colli "Pane, film e fantasia". Si tratta di un connubio tanto fortunato che ha poi investito la settima arte a livello internazionale.

E a ben guardare, quante sono le scene di film italiani che sono rimaste nell'immaginario collettivo proprio per la presenza di un cibo, di un piatto tradizionale, di una preparazione insolita e da gourmet? Si va dal «frittatone di cipolle, familiare di Peroni gelata e rutto libero» di Fantozzi davanti alla partita, allo sformato "sformato" dell'architetto Melandri in "Amici miei", fino ai dolci, immancabili, nei lavori di Ferzan Ozpetek.

Come l'Oscar a Paolo Sorrentino testimonia, il cinema italiano si pregia di raccontare la realtà dell'Italia e i suoi cambiamenti: tra un vicolo romano e una ricetta di coniglio, anche i film mostrano il modo in cui la società si modifica. Ma ci sono due cibi in particolare che sono una costante, sempre presenti anche se talvolta in maniera discreta nel cinema italiano: il primo è la pastasciutta, la stessa che Totò nascondeva nelle tasche in "Miseria e nobiltà" e che provocava Alberto Sordi in "Un americano a Roma"; il secondo è la mozzarella, quella consumata dallo staff di Andreotti ne "Il Divo" di Sorrentino (l'ormai celeberrima zizzona di Battipaglia) o quella che Claudio Bisio condivide nell'Accademia del Gorgonzola in "Benvenuti al Sud", senza dimenticare che a questo alimento, qualche anno fa, è stato dedicato un intero film, "Mozzarella stories".