"Pets", la vita segreta dei nostri animali è al cinema

Un’opera semplice e spassosa, dall'ottima animazione e dal ritmo vertiginoso per un intrattenimento a misura di bambino, ma che non fa breccia nel cuore

Arriva finalmente anche in Italia "Pets - Vita da Animali" della Illumination Entertainment, la divisione d’animazione di Universal, ossia la stessa casa di produzione artefice di successi planetari come "Cattivissimo Me" o "Minions". Il cartoon promette di rivelare che cosa fanno i nostri animali una volta da soli a casa e la sua uscita è stata preceduta dalla diffusione, negli scorsi mesi, delle scene iniziali a titolo promozionale. Ebbene, duole dirlo, il film non prosegue all'altezza del fenomenale incipit.

Max è un cagnolino che vive felice a Manhattan, coccolato e amato. Un giorno però la sua padrona torna a casa con l'enorme Duke, salvato da un canile. I due quadrupedi dovranno imparare a convivere e non sarà semplice. La rivalità li porterà addirittura a smarrirsi per New York. Una volta in pericolo, capiranno che unire le forze è l'unico modo per sopravvivere e per ritrovare la strada di casa.

"Pets" inizia come ritratto satirico della vita urbana newyorkese vista ad altezza di animale e diventa poi una commedia d'avventura tutta gag, ritmo e azione. La comicità è a misura dei più piccoli con smorfie, equivoci e incidenti rocamboleschi a velocità sfrenata.

Più ancora dei protagonisti, a funzionare sono i personaggi secondari: i cani loro amici (tra cui l'innamoratissima Gidget) che si lanciano alla loro disperata ricerca con spirito eroico e la banda di animali selvatici nascosti nelle fogne, capitanata dal folle coniglio Nervosetto e costituita da maiali 'tatuati', iguane e predatori variamente assortiti.

Il character design è delizioso e ben riconoscibile, nelle forme e nei colori, come lo stesso dei precedenti lavori della casa d'animazione. Se c'è qualcosa di davvero stantio, noioso e deludente è il fatto, però, di trovarsi di fronte alle ennesime caratterizzazioni cliché di cani e gatti: i primi che vivono in trepidante attesa del padrone, i secondi completamente indifferenti a chicchessia. Del resto le idee originali sono un po' il tallone d'Achille di "Pets", in cui si sentono echi narrativi ora di "Toy Story", ora di "Lilly e il Vagabondo".

Siamo in un calderone di frenesia e personaggi tanto simpatici quanto bislacchi che genera un divertimento innocuo e senz'altro porta i suoi frutti al botteghino, il film ha infatti già superato gli ottocento milioni di dollari incassati nel mondo e il sequel è confermato per il 2018, ma che non resta addosso allo spettatore per molto.

Viste le implicazioni emotive legate agli animali da compagnia, la loro tenerezza e valore terapeutico, si poteva osare di più.