Philip Seymour Hoffman, 2 anni dalla morte

Due anni fa la scomparsa di Philip Seymour Hoffman: ecco l'eredità cinematografica del compianto attore e l'addio al grande schermo lo scorso novembre

È scomparso due anni fa in questo giorno, ma solo da pochi mesi - lo scorso novembre - è stato distribuito il suo ultimo film. Philip Seymour Hoffman non ha più sorprese in serbo per i fan, i quali hanno ora un ricordo esatto del momento in cui l'attore è scomparso. In "Hunger Games: Il Canto della Rivolta - Parte 2", infatti, è stata aggiunta una scena spuria, che non fa parte del romanzo di Suzanne Collins: in questa scena, Katniss riceve una lettera da Plutarch, il personaggio di Hoffman, contenente un'attestazione di stima. Probabilmente un escamotage narrativo, per completare la trama anche dopo la scomparsa dell'attore. Una presenza, la lettera, che ne evidenzia l'assenza.

Attore feticcio di P.T. Anderson, Philip Seymour Hoffman è ricordato soprattutto per il suo ruolo da Oscar in "Truman Capote - A Sangue Freddo", biopic sul popolare scrittore e sul suo momento artistico più complesso: documentare il pluriomicidio di un assassino spietato. Per Hoffman non fu il solo ruolo ispirato a un personaggio reale, ma la caratterizzazione spesso fu differente, come per l'interpretazione di Lester Bangs in "Quasi Famosi": il celeberrimo critico musicale era decisamente più spietato di quanto Hoffman lo dipinse, dal punto di vista giornalistico, nella realtà.

La morte improvvisa dell'attore a 46 anni, all'apice della sua carriera, ha ricordato al mondo come l'universo dello spettacolo appaia patinato ma non sia avulso da dolore e problematiche che affliggono l'uomo comune. E che portare sulla scena un personaggio significa anche diventare il ricettacolo di tutti i sentimenti, soprattutto quelli negativi, che lo sceneggiatore gli ha attribuito.