La piccola "Ciociara" torna al cinema

Eleonora Brown, che fece il film di De Sica, reciterà con i tenori del Volo

Se il suo nome dirà poco ai più, non esiste cinefilo o appassionato di grande cinema che, a sentirlo, non rivada con un brivido alla scena clou de La ciociara di Vittorio De Sica: Sophia Loren violata dai marocchini assieme a sua figlia Rosetta, una bambina di soli undici anni e mezzo. Quella bambina si chiamava Eleonora Brown: divenuta una dolce ed elegantissima signora, a quasi mezzo secolo di distanza, Rosetta torna sul grande schermo: in Un amore così grande, il film diretto da Christian de Matteis e prodotto da Michele Calì e Federica Andreoli - che a febbraio vedrà il debutto cinematografico dei tre tenori del Volo. Cosa ha causato questo singolare ritorno? «Il caso. Come molte cose nella mia vita sorride la Brown -. Per caso venni scelta da De Sica; per caso durante una cena di amici Calì ha riconosciuto i miei occhi gli occhi di questa bambina parlano, diceva De Sica- e mi ha proposto il film».

Ispirato alla canzone lanciata dal tenore Mario Del Monaco, e ripresa dai Negramaro, Un amore così grande racconta il sentimento tra Vladimir (Giuseppe Maggio) che giunto dalla Russia a Verona alla ricerca del padre (Franco Castellano), s'innamora di Veronica (Francesca Loy) e conosce il manager dei tre celebri ragazzi del Volo Ignazio, Pietro e Gianluca (nel ruolo di se stessi). «Sarà lui a scoprire in Vladimir qualità tenorili, e ad indirizzarlo verso una maestra di canto, che poi sarei io racconta Eleonora -. Severa ed esigentissima, col sostegno dei tre tenori la donna riuscirà a lanciare un nuovo astro della lirica». È stata proprio la presenza dei divi del Volo a convincere Eleonora a tornare sul set: «Al primo ciak ero letteralmente paralizzata. Ma loro, semplici e trascinanti come appaiono in scena, hanno saputo sbloccarmi». Nel 1960 Eleonora venne scelta da De Sica tra decine di bambine, fra cui anche la sedicenne Raffaella Carrà: «Fece un provino straordinario, ma era troppo grandicella». Sul set la Loren proteggeva Eleonora, proibiva alla troupe di dire parolacce in sua presenza: «Io l'adoravo, la copiavo in tutto. Un giorno le rubai il suo arriccia-ciglia. E De Sica; Ma perché oggi ha uno sguardo così strano, questa bambina? . Con Sophia siamo rimaste amiche. Lei mi dice sempre Tu sei la mia figlia femmina!». Quando De Sica dovette spiegarmi la famosa scena dello stupro, lei lo interruppe: «Vittorio: Eleonora non sa». E De Sica, delicatamente: «Sai, quei marocchini saranno molto cattivi con voi, vi picchieranno...» Leggendario, poi, il sistema escogitato dal regista per far piangere Rosetta alla morte di Michele (Jean Paul Belmondo): «Con la faccia scura mi disse: E' arrivato un telegramma. I tuoi genitori sono morti in un incidente. Piansi per un giorno intero».