Pier Silvio guarda alle telco e spinge il governo: "Si muova"

Il vice presidente Mediaset: "Le compagnie ci cercano, potremmo fare qualche accordo ad hoc sui contenuti". Le riforme di Renzi? "Devono accelerare, tasse troppo alte"

«Le compagnie telefoniche sono a caccia di contenuti e corteggiano Mediaset». Lo spiega il vicepresidente e ad, Pier Silvio Berlusconi, che dovrà guidare la società in questa delicata fase di transizione che vede sovrapporsi l'offerta della tv generalista a quella più specifica della televisione a pagamento, interattiva e dunque adatta alla diffusione via Internet. Il risultato è che Mediaset non esclude di fare, a breve, un accordo con qualche compagnia telefonica per pacchetti ad hoc da offrire agli utenti broadband.

«Non ne sentiamo una grandissima esigenza, riteniamo che rimanere indipendenti possa essere una buona strada perché ci sentiamo forti nei nostri contenuti, ma le compagnie telefoniche continuano a cercarci - ha spiegato Pier Silvio Berlusconi- E dunque a breve potremo fare accordi commerciali, con l'obiettivo non di fare offerte ad hoc».

Berlusconi jr ha comunque ricordato che «un incrocio con le telco è inevitabile». E parlando del possibile, ma mai realizzato, accordo con Telecom Italia ha detto che «è stata persa una grande occasione, che la politica rendeva la cosa poco opportuna». Quanto ai concorrenti come Sky e Netflix (che sbarcherà in Italia a ottobre), non fanno paura alla società italiana. Mediaset si è preparata da tempo lanciando Premium, la sua offerta a pagamento che ha circa 2 milioni di clienti e Infinity, l'offerta di contenuti via web veicolati anche tramite i «widget» che vengono già precaricati su smart tv, Smartphone e tablet. Così gli utenti di Infinity, il Netflix tricolore, negli ultimi 12 mesi hanno scaricato 12,7 milioni di contenuti. Mediaset ha anche firmato un accordo per portare i suoi contenuti su Apple Tv, il servizio di contenuti online realizzato dalla società fondata da Steve Jobs.

Le basi dunque ci sono e probabili partner anche. Oltre alle società di telecomunicazioni, da Telecom Italia a Vodafone passando per «3», anche altre società di pay tv europee come Vivendi. «I rapporti con il gruppo Vivendi e con Bolloré sono ottimi: ci siamo incontrati più volte per analizzare ipotesi di prospettive di sviluppo in futuro - ha detto Berlusconi- Mi sembra però molto difficile che si possano concludere accordi a breve. Vivendi ha un business maturo e tantissima cassa. Deve trovare nuove strade di sviluppo puntando sui contenuti». Quanto al governo, secondo Berlusconi, il premier Renzi deve accelerare le riforme. «Apprezzo la voglia di fare del premier - ha detto- ma le riforme o vanno avanti o bisogna trovare una soluzione. Ciò che serve al Paese, alle imprese e alle famiglie sono interventi che facciano scendere la pressione fiscale e che facciano ripartire i consumi». E sulla raccolta pubblicitaria ha detto: «Anche se non si può parlare di ripresa ci sono segnali positivi per quanto riguarda maggio e ancora di più giugno».