Playboy, ricco e squalo: è un finanziere italiano l'eroe delle 50 sfumature

La produzione del film a Roma per scegliere le location E si scopre che E. L. James s'ispirò a Alessandro Proto

E adesso, chi le ferma? La regista del film più chiacchierato dell'anno e l'autrice del bestseller globale Cinquanta sfumature di grigio (Mondadori), dramma erotico che alla Buchmesse di Francoforte ha confermato il suo potere attrattivo, arrivano a Roma. Con la missione di ritrovare atmosfere e luoghi, che due anni fa fecero perdere la testa alla cinquantenne scrittrice britannica E.L. James, cotta del 38enne finanziere milanese Alessandro Proto, attualmente ai domiciliari per «manipolazione del mercato, ostacolo all'attività degli organi di vigilanza e truffa». Una location in piena regola per la regista dell'erigendo film - Sam Taylor-Johnson - vagamente nota per il suo biopic del giovane John Lennon, Nowhere Boy. Ma un tuffo nel passato che non passa per la fortunata scrittrice del «mommy porn» del momento.

Perché è dal bell'Alessandro, vivo e vero - nonostante l'arresto - che lei è partita (in tutti i sensi), per creare il protagonista di Fifty Shades, quel Chistian Grey fascinoso, sexy, spregiudicato: insomma, altamente magnetico per le donne. Uno che prende la vita a calci, prima che la vita lo faccia con lui. Anche sperimentando sordide tecniche di dominazione e sadomasochismo, all'ombra delle fanciulle in fiore. E se, finora, alla Film Features produttrice del sexy-drama (atteso negli Usa ad agosto 2014), è andata buca con gli attori di fascia alta, il prototipo è sempre disponibile. E fornisce spunti a non finire. Uno che, fino all'arresto, a febbraio, diceva: «Mi sono dato da fare, ho costituito e chiuso società. Vendo la mia persona ad altre persone, che cercano i miei investimenti».

Un raider che parla così, ispirandosi a un'altra canaglia della finanza globale, Jordan Belfort, noto come l'esegeta del pump&dump - prima gonfi le azioni, poi le rivendi a prezzi da capogiro - fa impazzire chi immagini uguale spregiudicatezza sotto le lenzuola. Ovvio che l'attore Charles Hunnam, scelto per il ruolo dalla Universal, che l'ha subito messo sotto scorta perché le fan lo contestavano in modo aperto e ostile, si sia defilato. «I suoi impegni precedenti non gli permettono di girare», ha comunicato la Universal, che finora a stento conferma la ventiquattrenne Dakota Johnson (figlia di Don e Melanie Griffith), anche lei in forse come Anastacia Steele, la giovane sedotta e corrotta dal miliardario Grey. «Dakota sta affrontando un periodo molto difficile a causa della stampa», mette le mani avanti la portavoce della semisconosciuta biondina, choccata dalle scene hard previste dal copione. L'unico che non si defila è Proto, il prototipo del giovane milionario senza scrupoli. Lui, che doveva vendere alla James una delle tante case di lusso nel portafoglio della sua «Proto Organization» (sede legale a Londra, ma zero bilanci), prima di perdere la libertà vendeva magioni di lusso ai Vip, con «entusiasmo e aggressività», così lo slogan del suo gruppo. Dal principe William d'Inghilterra, che doveva rilevare in Toscana la tenuta da 25 milioni di euro del conte Masi de Vargas, a Brad Pitt, che in Valpolicella ha acquistato una villa da 32 milioni, molti i clienti di alto rango. Così il consulente rampante, vantando relazioni di livello con investitori stranieri, a un certo punto ha rastrellato il 3% di Rcs Mediagroup. Ma i suoi investitori reali? «Due sono indiani, c'è un americano e un brasiliano: fra loro c'è un patto», rispondeva Proto. Ovvio che le star di serie A abbiano problemi col ruolo d'un truffatore perverso, che nella vita vera ha Jordan Belfort come squalo di riferimento...

Il prossimo Grey? Forse Jamie Donan, modello irlandese di mutande chic, o Alexander Skarsgard, o Stephen Amell. L'icona Usa di Proto, il re della truffa Belfort, ora ispira The Wolf of Wall Street di Martin Scorsese, con DiCaprio starring il «lupo di Wall Street»: uno che s'arricchiva senza badare alle sfumature.