Un posto a teatro

Splende di teatro quest'anno il Napoli Teatro Festival diretto da Ruggero Cappuccio, tra ottime regie e brillanti partecipazioni nella sezione Osservatorio. Tra le decine di proposte abbiamo scelto un titolo che non si presenta qui in anteprima - vedi Arturo Cirillo, che si è messo a lavorare su Jane Austen con Orgoglio e pregiudizio in scena ieri, o il sorprendente Pirandello pulp di Edoardo Erba, Maurizio IV, diretto da Gianluca Guidi, in programma per stasera - ma che ha debuttato ad Asti un anno fa: Schiaparelli Life, indovinata sintesi di biografia e drammaturgia che rende giustizia all'ancora troppo poco celebrata stilista del Novecento che fu la Coco Chanel nostrana. La lente è quella dell'animo femminile messo a nudo, con spirito à la Schnitzler, lasciando che la narrazione sia sentimentale prima di tutto. Il cuore viene fatto a brandelli dall'ambizione, per poi concederle la rivincita, in un loop intenso e crudele che sul palco diventa una testata del letto/gabbia, che costringe ma protegge, anche. La vita per Elsa è bellezza e tortura dei nervi, come per la sua bambina sofferente di poliomelite, e Nunzia Antonino, infragilita, lacerata dal dramma, ma in costante procinto d'essere scoccata come freccia dal successo della sua moda, indossa la pelle della Schiaparelli come si fosse strappata di dosso la propria. A raccogliere i frammenti dell'intimità di Elsa è un servo eccentrico e complice, in scena Marco Grossi, mentre la regia di Carlo Bruni sorregge con discrezione 75 minuti evocativi, coraggiosi, memorabili.

SCHIAPARELLI LIFE 8 e 9 luglio, Napoli, Sala Assoli, poi in tournée.