Il primo passo? Togliere la ricchezza dalla mano pubblica

Le leggi Bassanini hanno moltiplicato i centri di potere e alimentato la corruzione

Ci pare ragionevole fissare le seguenti tappe: a) l'avvio di un Referendum, per rimuovere dalla nostra Costituzione la clausola di sottomissione ai «vincoli europei». Esattamente come è nella Costituzione della Repubblica federale di Germania, che importa in Germania le regole europee, ma solo se queste sono compatibili con i principi costituzionali interni di sovranità e democrazia! Forse così, con la scintilla della coscienza morale che accende la luce, alzando le bandiere dell'onore e dell'orgoglio, allora la questione della nostra sovranità nazionale potrà essere posta al centro della politica europea (un po' come è stato nel Risorgimento); b) a seguire, la notifica all'Unione Europea della richiesta di eccezione italiana rispetto alle regole europee, richiesta analoga a quella che l'anno scorso è stata inviata dall'Inghilterra all'Unione Europea, prima della Brexit. Richiesta che - si ripete - è stata ritenuta dall'Europa compatibile con i «Principi fondativi» e con i «Trattati europei». E che dunque è e deve essere considerata legittima anche per noi e anche senza minacciare alcuna «exit»!

***

Alla fine del Settecento, in Francia, all'alba della Rivoluzione, prima di scatenarla, gli artigiani, i commercianti, i piccoli produttori chiedevano proprio questo: «1 Re, 1 legge, 1 imposta». Non volevano l'anarchia o il caos, volevano l'opposto: volevano autorità, sopra («1 re») e semplicità, sotto («1 legge, 1 imposta»). Con la loro vittoria iniziò in tutta Europa l'età delle codificazioni. Si superò il Medioevo, che distingueva gli esseri umani in funzione del loro status (nobili, chierici, corporazioni, etc.). E, per farlo, si introdusse la figura nuova della persona fisica. In specie, si introdusse lo strumento giuridico della persona usandolo come predicato unificante sovrapposto alle antiche distinzioni tra esseri umani. In latino persona vuole infatti dire «maschera»! E, su questa base, si passò poi ai contratti, questi regolati da codici di leggi chiare e semplici. Ed è proprio così che le codificazioni fecero da base per lo sviluppo economico moderno dell'Europa. Noi in Italia formalmente abbiamo ancora i codici, ma questi sono ormai solo isole irraggiungibili perché circondate dal mare in continua agitazione delle leggi che gli si fanno intorno ogni giorno. È questa, tra l'altro, l'unica via per introdurre il principio essenziale (e rivoluzionario) per cui «tutto è libero tranne ciò che è vietato». E non, come ora, l'opposto. Nel delirio della attuale cialtroneria politica si è infatti perso di vista l'elementare principio per cui la ricchezza, per essere detassata o distribuita, deve essere prima prodotta e non invece, come ora, soffocata sul nascere! È inutile deliberare e finanziare investimenti se poi è la mano pubblica che, ferrea nelle sue regole, li blocca per anni e anni. È in questi termini, è per questa ragione che la politica legislativa è la politica tout court. Se l'Italia lo capisce, segna davvero la via per tutta l'Europa! Se si vuole davvero risanare il Paese e ridurre la spesa pubblica è comunque necessario abrogare le Leggi Bassanini, che hanno moltiplicato i centri di potere inefficiente e di spesa pubblica, tra l'altro alimentando all'origine la corruzione.

E dobbiamo fermare e gestire in Italia, in attesa dell'Europa, le migrazioni (...): non solo «aiutiamoli a casa loro», ma anche «lasciamoli a casa loro». E questo non solo nell'interesse nostro, ma anche nell'interesse degli anziani e delle famiglie costrette a restare in Africa, ma abbandonate dai giovani che sono emigrati in Europa, così da avere un destino peggiore ancora del presente. Per inciso, una nota sul cosiddetto ius soli. Premesso che la cosa giusta (se anche fosse giusta) è comunque sbagliata, se proposta nel momento sbagliato (e questo è certamente il momento sbagliato), va notato che un diritto di questo tipo non può essere concesso dall'alto in una logica giacobina assoluta, ma va attribuito in funzione di presupposti specifici costituiti caso per caso dall'accettazione sostanziale e convinta degli elementi che costituiscono la nostra identità nazionale.

Commenti

Agev

Lun, 28/08/2017 - 17:47

Giulio Tremonti era/è l'unico che aveva/ha compreso al tempo di Berlusconi cosa si doveva fare ma Qui non ha compreso bene cosa sia successo e la realtà in essere quando afferma che bisogna fermare la mano pubblica. Gli Utili idioti pubblici, tranne pochissimi consapevoli, sono li per questo al servizio in realtà di chi ha creato da 11.000 mila anni questo sistema .. E questi sono stati da sempre ben nascosti a tirale le fila ed imporre le loro decisioni. Sono Privati .. La vera ricchezza accumulata attraverso il fasullo cosiddetto debito pubblico è in mano a Privati . IL FMI .. BCE.. ONU .. W.D. Tutte le corporazioni e quindi gli Stati erano/sono di loro Proprietà . 11.09.2001 l'hanno creato e gestito loro perché quel giorno doveva essere annunciata e attuata nel mondo la Legge NESARA/GESARA. La fine del loro potere. Mi fermo Qui. Gaetano