Principi, principesse e draghi Quante prove per crescere

I lupi

Un ricco principe aveva una bella moglie, ma nessun figlio, cosa che procurava grande dolore all'uomo e una cocente invidia alla principessa per tutte quelle donne che mettevano al mondo dei bambini.Una volta il principe e la principessa videro in un villaggio una lunga processione. Un contadino stava portando i suoi tre gemelli a battezzare e tutto il villaggio era in festa.

Livida d'invidia, la principessa voleva disturbare la processione, ma il principe le disse con tono canzonatorio che non poteva invidiare a un povero contadino ciò che lei non aveva per sua colpa. Queste parole non fecero che aumentare la sua ira e fuori di sé per la rabbia, accusò la contadina di adulterio, dicendo che una donna non può partorire in una sola volta più di un bambino dello stesso padre. Quando il principe la riportò al castello, le mise davanti uno specchio affinché lei vedesse come l'odio e la collera le avevano stravolto i lineamenti. Ma con orrore la donna vide riflesso nello specchio il muso peloso di un lupo, con le zanne scoperte e gli occhi di brace.Senza saperlo, però, la principessa in quel periodo era in dolce attesa e quando giunse il momento di partorire, in sette giorni dette alla luce sette bambini, uno dopo l'altro. E ripensando alle parole che aveva detto alla contadina, approfittando dell'assenza del principe, ordinò alla levatrice di avvolgere i piccoli in un grembiule e di andarli a gettare nella forra dei lupi. Ma il destino volle che proprio da quelle parti si trovasse il principe a cacciare e quando s'imbatté nella levatrice le chiese sospettoso: «Cosa fai da queste parti?» La donna confessò il misfatto e come ricompensa assaggiò la spada del suo signore, che affidò poi i sette bambini alle cure di una suddita fidata.Passarono diciotto anni e un giorno il principe decise di organizzare una grande festa al castello. Si presentarono anche sette giovani con i capelli lunghi, vestiti tutti allo stesso modo e tutti ugualmente belli. Alla loro vista il cuore della principessa fremette, come se avesse un brutto presentimento.Durante il banchetto il principe le chiese ridendo cosa avrebbe meritato una donna che avesse gettato i suoi figli in pasto ai lupi. «Che danzasse in scarpe di ferro incandescenti», fu la sua risposta. E fu anche esattamente la punizione che la malvagia subì. Il principe riconobbe i sette giovani come suoi figli legittimi, che la gente chiamò sempre «i lupi».

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Il colore della neve

Dopo che nostro Signore ebbe creato l'universo e dopo che aveva dato i colori più belli all'erba, alle piante e ai fiori, creò anche la neve e le disse: «Cerca da sola il tuo colore. Puoi scegliere quello che vuoi, tanto poi li copri tutti!» Allora la neve andò dall'erba e le disse: «Dammi il tuo bel colore verde!», ma l'erba si rifiutò. Andò poi dalla rosa, dalla violetta e dal girasole, perché era anche un po' vanitosa e le sarebbe piaciuto avere una bella gonna ricca e svolazzante.Ma erba e fiori risero di lei e la cacciarono dal prato. Per ultimo andò dal bucaneve e si lamentò sconsolata: «Se tutti si rifiutano di darmi il loro colore farò la fine della luna, che è sempre arrabbiata, perché nessuno la vede!» «Se ti accontenti delle mie mantelline sfrangiate», le rispose il bucaneve, «io te ne do volentieri una». La neve si avvolse nella mantellina e diventò tutta bianca. Da allora fu sempre nemica di tutti i fiori; di tutti, tranne che del generoso bucaneve.

© 2015 by Erika Eichenseer