Quando mi disse: "Sire, abbia pietà"

Silvio Berlusconi ricorda, commosso, l'attore genovese Paolo Villaggio, scomparso all'età di 84 anni

Caro Paolo, ora in cielo starai facendo sorridere gli angeli. Ma a noi, su questa terra, mancherà il tuo modo di prenderti e prenderci in giro, la tua maschera da commedia dell’arte, che sembra ingenua e spensierata ma in realtà inchioda i nostri vizi e le nostre debolezze. Guardando i tuoi film, seguendo i tuoi programmi televisivi, leggendo i tuoi scritti, era difficile non ridere, ma era ancora più difficile non riflettere. Sei stato uno dei protagonisti della tv commerciale, nei primi anni delle mie televisioni. Ci siamo conosciuti così. Lavorare con te era un piacere, e non solo perché le tue trasmissioni, come i tuoi film, assicuravano ascolti altissimi. Era un piacere perché eri un grande professionista, un uomo che conosceva così bene le regole dello spettacolo da saperle innovare, creare nuovi linguaggi, nuovi modi di fare cinema e intrattenimento televisivo. Sono orgoglioso di averti avuto nella nostra squadra.

Eppure non eri privo di difetti. Non userò con te la vecchia regola latina de mortuis nihil nisi bonum: hai troppo senso dell’umorismo per apprezzarla. Per esempio diciamo che non eri un modello di precisione. Ma avevi un modo talmente simpatico di farti perdonare che non era possibile arrabbiarsi con te. Una volta avevi mancato una scadenza importante per una produzione, mettendoci in difficoltà, e da contratto rischiavi una multa salata. Non dimenticherò mai quando ti vidi entrare carponi nella mia stanza abbracciandomi una gamba per chiedere perdono con la inconfondibile voce di Fracchia: «Sire, pietà!». Non provai nemmeno a far finta di essere arrabbiato. Non ci fu nessuna multa, anzi finì con un abbraccio.

Per certi versi ti sono anzi debitore, soprattutto per i tanti momenti piacevoli nei quali i tuoi film, visti e rivisti, mi hanno fatto sorridere, magari a notte fonda, rinunciando a qualche ora di sonno, per recuperare il buonumore dopo una giornata faticosa e difficile. Ma soprattutto ti sono debitori tutti gli italiani, del fatto di essere stato un uomo libero, categoria così poco diffusa nel nostro Paese. Tu ed io non avevamo le stesse idee politiche ma riconosco volentieri che non avevi timori reverenziali verso nessuno.

Hai messo alla berlina per esempio la Corazzata Potemkin, un film simbolo dell’ideologia comunista, e soprattutto i tanti conformisti che facevano finta di apprezzarlo, proprio quando l’egemonia culturale della sinistra era assoluta, e ti sarebbe stato più facile accodarti in silenzio.

Non ce ne sono state tante, di persone libere come te, in un Paese nel quale la satira si fa solo verso chi non costituisce un pericolo. Anche per questo, caro Paolo, da oggi l’Italia senza di te è un po’ più triste.

Commenti

Giorgio Rubiu

Mar, 04/07/2017 - 09:50

Lo ricordo da quando esordì su un giornale che, negli anni '60, andava per la maggiore, con la rubrica "Il Sabato del Villaggio" che, già nel titolo (che era stato fino ad allora il titolo di una nota poesia) mostrava la spiritosaggine irriverente di colui che avrebbe creato ed interpretato personaggi divenuti "reali" e nei quali ciascuno di noi avrebbe dovuto riconoscersi un poco ma pochi lo fecero. Un artista unico e originalissimo. Non lo dimenticheremo e continuerà a vivere con noi (come Totò, Sordi e pochi altri) grazie ai i suoi libri e ai suoi films.

Pinozzo

Mar, 04/07/2017 - 17:33

che articolo squallido.

Ritratto di CaptainHaddock

CaptainHaddock

Mar, 04/07/2017 - 18:04

Bravo Silvio, parole essenziali senza smania di protagonismo post mortem di tutto lo stuolo di mezze calzette dell'informazione! Pinozzo, rosica, aha aha...

GINO_59

Mar, 04/07/2017 - 18:18

I ricordi sono parte di noi. Fanno vivere i morti nei nostri pensieri. RIP Sig. Villaggio.

sparviero51

Mar, 04/07/2017 - 18:41

" CHE ARTICOLO SQUALLIDO "DISSE PINOZZO GUARDANDOSI ALLO SPECCHIO !!!

claudio63

Mar, 04/07/2017 - 19:04

Eh, Pinozzo, che ci vuoi fare, mica c'eri tu ad ispirarlo, illuminarlo d'immensa nullita'.

lavieenrose

Mar, 04/07/2017 - 19:40

Boh!Ammetto di essere profondamente ignorante nell'arte dell'ottava musa, ma ho visto ieri sera per la prima volta un film di Paolo Villaggio e non so cosa dire. Probabilmente visto a quei tempi diceva molto, nel contesto attuale non mi ha detto gran chè, ma lo ammetto sono un perfetto ignorante nell'arte del cinema e quindi scusatemi se non mi unisco al coro generale.

Ritratto di unononacaso

unononacaso

Mar, 04/07/2017 - 19:59

@Giorgio Rubiu D'accordo sul grande artista, sul fatto che abbia fatto suo non solo un personaggio ma anche un certo modo di fare il comico ma... francamente, da ragioniere a ragioniere: ma quanti cavolo di film "simili" ha fatto? Ad un certo punto ne avevo la nausea. E nessuno che parlasse del vero Paolo Villaggio, per carità!

il sorpasso

Mar, 04/07/2017 - 20:14

Ha semplicemente detto delle verità su Villaggio.

ortensia

Mar, 04/07/2017 - 20:27

Che squallido individuo questo Pinozzo.

MARIOMEN59

Mer, 05/07/2017 - 00:07

COME I COMPAGNI DI PINOZZO .....ACCIDENTI PRIMA DI MORIRE NON HA DETTO NIENTE DI SINISTRA !!!!!!

ex d.c.

Mer, 05/07/2017 - 00:13

Mancherà a tutti noi. Chi non si è riconosciuto, qualche volta, nel suo personaggio. Chi non si è mai sentito Fantozzi o Fracchia ridendo di noi stessi?