Quando il Reich quasi travolse le democrazie troppo pacifiste

Il saggio di William L. Shirer racconta come la Germania riuscì a cogliere impreparate Francia e Inghilterra

Se c'è qualcosa di stupefacente nella storia della Seconda guerra mondiale è il modo in cui Francia e Inghilterra si fecero cogliere impreparate dall'attacco tedesco. La velocità con cui si fecero travolgere i polacchi (l'attacco contro Varsavia iniziò il primo settembre 1939 e terminò il 6 ottobre dello stesso anno) può essere spiegata.

La Germania era riuscita a nascondere abilmente l'entità del suo riarmo. Soprattutto nessuno aveva ancora avuto modo di sperimentare l'efficacia del Blitzkrieg. Tecnica basata su un nuovo utilizzo dei carri armati come mezzi di sfondamento rapido ma anche su un riutilizzo furbo e cinico di vecchie attrezzature. Giusto per fare un esempio la decrepita corazzata tedesca Schleswig-Holstein (una vera carretta) venne fatta penetrare con l'inganno nella Vistola e da lì aprì il fuoco a sorpresa sulla fortezza di Westerplatte dando inizio ai combattimenti. Né i polacchi avrebbero potuto prevedere di essere aggrediti a tradimento dai sovietici.

Ma è sul fronte occidentale che l'inazione di Francia e Inghilterra resta largamente inspiegabile. Tanto che faticarono a spiegarsela anche i generali tedeschi. Anni dopo il generale Halder dichiarò durante il processo di Norimberga: «Il successo della guerra di Polonia fu possibile soltanto perché si poté tenere quasi interamente scoperto il fronte occidentale. Se avessero compreso la logica della situazione e avessero sfruttato il fatto che le forze tedesche erano impegnate in Polonia, i francesi avrebbero potuto attraversare il Reno e minacciare la Ruhr che era il fattore decisivo per la condotta della guerra».

Ma non solo, mentre Hitler nei suoi discorsi continuava ancora a martellare su temi pacifisti (una bella pace senza Polonia), si lasciarono organizzare sotto il naso l'attacco alla Danimarca e alla Norvegia. Un attacco che aveva fondamentalmente due scopi. Consentire alla Germania il vitale arrivo del ferro proveniente dalle miniere scandinave e consentire alla flotta tedesca un più facile accesso all'Atlantico per evitare l'imbottigliamento che aveva segnato i destini della Prima guerra mondiale. Così il 9 aprile 1940 ebbe inizio l'operazione Weserübung che solo Churchill, come primo lord dell'ammiragliato, aveva cercato di prevenire. La Danimarca cadde immediatamente senza vera resistenza, la Norvegia invece nonostante non mancassero i traditori si rivelò un osso più duro. Ma a quel punto ogni vantaggio strategico era perduto e tutti sappiamo come andò a finire quando le truppe di Hitler, a maggio, investirono il Belgio e la Francia. Successi così travolgenti da spingere Mussolini a commettere il più fatale dei suoi sbagli. Successi che gli Alleati, nonostante la discesa in campo degli Stati Uniti e il decisivo errore tedesco dell'Operazione Barbarossa, riuscirono a rovesciare solo a partire dal 1942 (Con Stalingrado e El-Alamein).

Proprio riflettendo su questi errori si apre il terzo volume dell'opera di William L. Shirer pubblicata in allegato con il Giornale: Hitler e il Terzo Reich. Dai trionfi alla grande svolta. Un'indagine tra storia e giornalismo per penetrare i segreti di una delle più grandi ingenuità militari della storia.

Commenti
Ritratto di Azo

Azo

Sab, 25/06/2016 - 10:10

La storia si ripete, spargendo poco sangue, ma facendo tantissimi danni a tutto il mondo, tranne che alla Germania. Non è che i tedeschi siano diventati più astuti ???

Anonimo (non verificato)

Ritratto di Giano

Giano

Sab, 25/06/2016 - 13:41

In Italia, quando non si sa come risolvere un problema si nomina una commissione: così si prende tempo, il problema non si risolve, ma la gente lo dimentica. Allo stesso modo, quando non si hanno idee serie e concrete per affrontare i temi politici di oggi, si tira in ballo fascismo e nazismo: funziona sempre e la gente dimentica i problemi reali.

Ritratto di stenos

stenos

Sab, 25/06/2016 - 14:18

Il nazismo e il fascismo sono un autentica risorsa positiva per comunisti e democristiani. Dopo 80 anni continuano ad evocarli per mantenere a cuccia un popolo idiota ignorante mentre si divorano tutto il possibile.

Ritratto di Giano

Giano

Sab, 25/06/2016 - 17:23

(2, perché questa non viene pubblicata? E' la pura e semplice verità; scomoda, ma verità. O non si può dire?) Il fascismo è durato un ventennio, il nazismo ancora meno. Ma è stato un buon investimento: su un ventennio ci campano da un settantennio.

Una-mattina-mi-...

Sab, 25/06/2016 - 18:02

17 Maggio 1933, Hitler si rivolge al Reichstag:“La Germania è perfettamente pronta a smantellare il suo intero apparato militare ed a distruggere le sue rimanenti armi se le nazioni confinanti faranno la stessa identica cosa.La Germania è disposta a rinunciare a qualsiasi tipo di armamento aggressivo se le nazioni armate, dal canto loro, distruggeranno i loro armamenti entro un determinato periodo e se il loro uso verrà messo al bando da una convenzione internazionale.La Germania è comunque preparata a rinunciare ad armamenti offensivi se il resto del mondo farà la stessa cosa.La Germania è disposta ad aderire a qualsiasi patto solenne di non aggressione in quanto non ritiene di attaccare nessuno ma solamente di acquisire sicurezza“.Nessuna delle “democrazie amanti della pace“ tenne in considerazione l’offerta.

emulmen

Sab, 25/06/2016 - 19:53

Il fatto è che Hitler nascose magnificamente il riarmo dell'esercito tedesco e pronunciava a destra e a manca discorsi in cui disse che voleva solo la pace. Francia e Inghilterra si lasciarono sedurre da questi discorsi e difatti si è visto...anche dopo la disfatta francese il 9 luglio 1940 Hitler al Reichstag rivolse un appello alla Gran Bretagna per la pace in cui disse che lui era un vincitore che non voleva più versare altro sangue. Ma Churchill rispose decisamente NO e la risposta inglese fu l'annientamento di alcune navi da guerra francesi a Mers-el-Kebir in Marocco distrutte dopo la richiesta inglese di passare dalla loro parte, richiesta subito negata dagli equipaggi francesi che decisero di rimanere fedeli al governo di Petain di Vichy..