Quando lo stampatore diventa un creativo

Fontegrafica sperimenta tagli al laser e tecniche innovative

Un esempio di tipicità italiana, ma in versione 2.0. Azienda del milanese con 50 dipendenti, nata come piccolo laboratorio nel Dopoguerra, ampliata dalla seconda generazione, da un paio d'anni in mano alla terza. E qui le cose cominciano a farsi più originali, perché il titolare, Corrado Musmeci, ha solo 31 anni, è un conoscitore di underground rock e appassionato d'arte contemporanea, ma soprattutto è un entusiasta del lato artigianale del suo lavoro, convinto che «non esiste materiale che non sia stampabile». La sua Fontegrafica, con un parco clienti che va dall'alta moda a settori più tradizionali, è una delle aziende leader in Europa nel settore stampa di alta qualità, e ha da poco presentato il libro fotografico Milan. Il titolo andrebbe letto in inglese, dato che il sottotitolo è: Discovering food, fashion and family in a private city ma in omaggio alla tipicità di questa storia è bello perfino leggerlo in dialetto, Milàn.
«Milano è una città privata - dice Musmeci - perché, al contrario di Roma, il suo fascino va scoperto». E il fotodiario-vetrina milanese è stata l'occasione per sperimentare una serie di tecniche innovative: tagli al laser dei soggetti, verniciature UV, rilievi e bassorilievi con pagine doppie, serigrafie trasparenti, vernici scratch off profumate alla mandorla. E naturalmente rilegatura a mano, copia per copia. In breve, una piccola summa di innovazione tecnica, dal costo al pubblico (per la versione Luxury) di circa 1000 euro a copia. Poco meno di quanto costò all'azienda, nel 2010, il libro per la celebrazione di una moschea di Abu Dhabi, commissionato dall'emiro in persona: «lì tra l'altro si dovettero usare degli inchiostri ad hoc ». Notevole esempio di sperimentazione, questa volta legata al mondo dell'arte e realizzato in collaborazione con la gallerista Patricia Armocida, anche il calendario 2013, dal titolo: ConTemporanea. Alla presentazione alla Permanente di Milano si vide un'installazione dove una serie di opere originali di Os Gemeos, Devendra Banhardt, Bianca Casady venivano proiettate in una struttura rotonda, a suggerire, in un modello di rappresentazione contemporaneo, un concetto archetipico come la circolarità del tempo. E non è male sapere che in tempi di crisi la cara vecchia Milàn non si arrende. Anzi rilancia.