Il reggae che viaggia tra Liguria e JamaicaI Barma

Grande, buddisti e vegetariani, incidono a Kingston con grandi ospiti

Una lunga e tortuosa strada li ha portati da Latte di Ventimiglia, provincia di Imperia, a Kingston, Jamaica, nel glorioso studio Harry J dove incise Bob Marley (ma anche i Rolling Stones) per registrare Libertà, il loro ultimo album di reggae con ospiti griffati come Freddie McGregor, Franklin Montague, The Congos, Max Romeo, tutti personaggi che i fan del roots reggae, il reggae delle radici, amano da sempre.
Già perché il trio ligure BarmaGrande (Emma Lercari e i fratelli Marco e Sandro Donda), dal 1996 diffonde i ritmi reggae in giro per la Penisola ed ora prova a fare il salto di qualità. «Siampo partiti con le cover dei classici reggae - raccontano - e pian piano abbiamo costruito un nostro repertorio cantato in italiano, inglese, francese e persino in dialetto ligure». Il trio allestisce in casa un piccolo studio di registrazione e autoproduce quattro album prima di pensare al grande passo: cercare di farsi conoscere, prima che in Italia, dal pubblico internazionale. «È dura fare il musicista in Italia se non vuoi scendere a compromessi - spiegano -, così tra un concerto e l'altro abbiamo accettato l'invito di un nostro zio e abbiamo allestito un banchetto di artigianato per sovvenzionarci. Con questa bancarella itinerante abbiamo raccolto i soldi sufficienti per andare in Jamaica, perché non avete idea di quanto costi un progetto del genere». Così, col gruzzoletto in tasca, i BarmaGrande sono partiti per Kingston, dove il loro spirito è piaciuto a Stephen Stewart, fonico e titolare dello studio Harry J. «Non solo ci ha concesso di utilizzare la sala per un mese anzichè per quindici giorni, ma ha anche coprodotto l'album, che sarà distribuito anche in Usa e Giappone. Ma noi siamo molto sensibili al web e ai social network e Libertà potrà essere scaricato gratuitamente in MP3». Fedeli adepti di Bob Marley & The Wailers e Toots & The Maytals, i BarmaGrande hanno una loro filosofia particolare basata sul buddismo e sul vegetarianesimo. «La nostra musica crea armonia e riflette le cose che ci stanno a cuore. Siamo vegetariani perché è una scelta salutista ed ecologica. Finalmente è uscito il libro The China Study che racconta scientificamente come le malattie degenerative derivino dalle abitudini di vita e non dalla gemetica. E poi siamo devoti al Dalai Lama cui abbiamo dedicato anche alcuni brani».