Rigo, l'ossessione per il vero rock

L'ex bassista di Ligabue pubblica un cd e parte in tournée. Intanto scrive un libro

È un bassista con un gloriosissimo passato; ha suonato nei duri Rocking Chairs finché Ligabue non l'ha «rapito» e catapultato nella sua band, dove ha fatto da sezione ritmica dall'album Buon compleanno Elvis in poi e per 15 anni di fortunatissime tournée. Ora Antonio Righetti, in arte Rigo, ha imbracciato la sua «scartazzata» chitarra acustica Epiphone, ha scritto una manciata di canzoni (rock stradaiolo di qualità) in collaborazione con Sara Del Popolo, le ha arrangiate e messe in musica, le ha lanciate con l'album Angeli e demoni, in uscita in questi giorni, e promosse con una lunga tournée italiana che parte il 30 settembre da Modena e sarà il Primo ottobre al Legend di Milano.

«Ho cominciato a cantare nel 2005 e i primi tempi sono stati drammatici, ero intimidito, facevo praticamente dei reading in inglese con musica di sottofondo. Poi ho preso coraggio e ho cominciato a cantare in italiano». I testi di Sara gli arrivano via computer e lui li elabora. «Più che altro riempio gli spazi; i brani sono letterari, senza ritornello ed è compito mio trovarlo, o togliere dai testi quel tocco femminile che non si adatterebbe a un 48enne come me col vocione e la barba».

«Ligabue venne ad ascoltare uno show dei Rocking Chairs e mi propose di entrare nella sua band. Con lui ho vissuto un'esperienza irripetibile; produzione ai massimi livelli, mesi e mesi in studio di incisione, cosa che solo una rockstar può permettersi. Io lavoro col “fai da te”, il precariato è il mio stile di vita e non mi spaventa». Intanto, appena pubblicato il cd, sta già covando nuovi progetti. «Sto per pubblicate il mio terzo libro, e continuo a collaborare, sia su disco che dal vivo, con Danilo Sacco, l'ex cantante dei Nomadi. E poi lavoro con Danio Manfredini, un attore del giro di Pippo Del Bono che sta preparando uno spettacolo musicale e un album». Rigo ama il rock delle radici ed è cresciuto a pane e concerti insieme al fratello maggiore. «Nell'80 ho ascoltato i Clash di London Calling a Bologna, Springsteen a Zurigo, Ornette Coleman e i Weather Report, quando ascolti quelle cose la musica diventa un'ossessione. Non torni più normale. Tra i bassisti i miei favoriti sono Rick Danko di The Band per l'originalità; Jaco Pastorius che è il Jimi Hendrix del basso e Paul Simonon i cui giri di basso sono un simbolo dei Clash».