Il ritorno degli orsi di Buzzati (al cinema)

La favola inizia quando Dino Buzzati va a pranzo dalla sorella Angela e le due nipotine, Pupa e Lalla, gli chiedono: Zio, ci fai i disegni?. Buzzati disegnava sempre, gli veniva persino più semplice che scrivere, e così cominciò a disegnare una storia che parla di un gruppo di orsi, scesi dalle montagne per cercare il figlio del re, e finiscono col trovarsi - come in tutte le favole che si re-inventano - in mezzo a battaglie, avventure, incantesimi e mostri. È lì che nascono i primi disegni. Il primissimo è quello con gli orsi alabardieri che combattono contro le truppe del Granduca...

Poi accadde che Emilio Radius, siamo nel 1945, chiede a Buzzati, suo collega al Corriere della sera, di inventare una racconto per bambini da pubblicare a puntate sul Corriere dei Piccoli. Ed ecco che il giornalista-scrittore (e pittore), riprendendo e rifacendo le vecchie tavole per le nipotine, inizia a scrivere e illustrare La famosa invasione degli orsi in Sicilia. Che non viene neppure finita al momento, perché dopo la Liberazione per un po' il Corriere non esce... La favola invece - completata e modificata (il Granducato di Maremma diventa di Sicilia, per non assomigliare troppo alla Norimberga «invasa» dai russi), con nuovi personaggi e alcune parti in versi - esce la prima volta in volume per Rizzoli (senza il nome di Buzzati in copertina!) a fine '45, poi per Martello nel '58 e quindi, a partire dagli anni '70, in varie edizioni Mondadori... E così La famosa invasione degli orsi in Sicilia - favola-apologo degli orsi che ritrovano il loro principino, conquistano la Capitale, ma divenuti i signori dell'isola vedono la corruzione insinuarsi nei loro costumi e capiscono che per salvarsi devono tornare alle vecchie montagne - diventa un piccolo classico.

E come ogni classico richiede, ecco ora una straordinaria edizione speciale della favola (Oscar Mondadori «Baobab», pagg. 210, euro 38) curata dal buzzatiano princeps Lorenzo Viganò, in grande formato (23,3 x 31,2) e con un ricchissimo apparato filologico: bozzetti, appunti, le tavole preparatorie a colori, i disegni fatti appositamente per la pubblicazione in volume, quelli scartati, le pagine del Corriere dei Piccoli qui pubblicate per la prima volta integralmente e infine - gli orsi di Buzzati erano destinati ad andare al cinema - i disegni per il film di animazione di Lorenzo Mattotti arrivato finalmente nelle sale (dopo sei anni di lavorazione) e dedicato ad Almerina Buzzati. La quale desiderava tanto vederlo finito. E di certo le sarebbe molto piaciuto.