La salute non è solo cura di sé Lo è anche degli altri...

Indira Fassioni

La salute del cittadino e della persona è un bene non negoziabile: la salute è un diritto fondamentale di ogni essere umano, «quale che siano la razza, la religione, le opinioni politiche e le condizioni economico-sociali».

Ecco perché è fondamentale la valorizzazione delle competenze professionali nei settori della prevenzione e della formazione, sia a livello pubblico (Sanità) che individuale (l'«essere in salute» della persona).

Di fatto, la salute è la prima cura di sé e, dal momento che ognuno di noi è destinato comunque a svolgere un ruolo nella società, essere in salute significa anche essere in grado di aver cura efficacemente degli altri - nel lavoro, negli affetti, nel volontariato.

Infatti, come si evince «frequentando» quei nuovi territori della cura del sé e del corpo che vanno sotto il nome di kinesomatica, sappiamo che ogni nostra azione si «memorizza» nel nostro corpo e che questa memoria influenza in maniera considerevole il nostro modo di approcciarci al mondo e all'altro da sé: il nostro prossimo.

Già a partire dal modo in cui manteniamo la nostra postura diamo un messaggio: è come l'espressione del nostro vissuto personale. Già a partire dal modo in cui camminiamo o ci spostiamo, offriamo uno «specchio» che è un po' la «memoria» del nostro corpo, formato dalle scelte di tutti i movimenti che abbiamo compiuto nella nostra vita (compresi i gesti, parole ecc..) che vengono appunto memorizzati nel nostro corpo, e che sono condizionati dalle nostre emozioni.

In questo meccanismo di ricezione-elaborazione-trasmissione un importante ruolo lo svolge la conoscenza o ancora meglio l'auto-conoscenza.

Infatti più informazioni conosco, più consapevolezza acquisto, più sarò in grado di elaborare una risposta corretta, non automatica ed eliminare il «disturbo» delle memorie negative.

Per questo è fondamentale l'azione di chi promuove la cultura attraverso i diversi canali, in modo da far circolare certe informazioni e aiutare a diventare sempre più consapevoli di quello che ci accade, nonché padroni delle nostre azioni.