Sanremo, vittoria annunciata. Trionfa il duo Meta-Moro

Secondi Lo Stato Sociale, terza Annalisa. Serata di chiusura super nazional-popolare. Pausini show e Fiorello al telefono

nostro inviato a Sanremo

Alla fine, a spuntarla è stata la coppia Meta-Moro con Non mi avete fatto niente. Un verdetto abbastanza prevedibile in un Festival che vedeva parecchie canzoni in odore di vittoria. Finalisti con loro erano gli scatenati dello Stato Sociale (giunti secondi con Una vita in vacanza), passati dai club al podio del Festival, e Annalisa (terza con Il mondo prima di te). A decidere il risultato finale valeva per il 50 per cento il televoto, per il 30 la sala stampa e per il 20 la giuria di qualità.

Prima, nella lunghissima serata finale, il momento clou è stata l'apparizione di Laura Pausini che si è riunita con Baglioni sulle note di Avrai. La foto perfetta di un Sanremo di grande musica popolare nazionale che ha ottenuto un successo ancora migliore di quanto ci si aspettasse. Lei avrebbe dovuto essere all'Ariston al debutto di questa edizione, ma una laringite l'ha tenuta a letto, scatenando pure un giallo. Invece, ieri, anche se non in perfetta forma vocale, si è spesa tantissimo: prima ha fatto ascoltare il nuovo singolo Non è detto, ha giocato al telefono con Fiorello che si è collegato a sorpresa, poi ha intonato insieme a Baglioni il mega successo del cantante Avrai e infine si è lanciata in uno dei suoi super classici, Come se non fosse stato mai amore, uscendo addirittura dall'Ariston e cantando in mezzo alla gente che sostava davanti al teatro.

Il dittatore-direttore aveva aperto la serata con parole semplici: «È stata un'avventura veramente emozionante, difficile e facile insieme», per poi aggiungere scherzoso come ci ha abituati in queste serate: «Il mio papillon ha fatto più scalpore della farfallina di Belén, anche se era in un posto diverso del corpo». La serata è stata una lunga maratona con tutti i brani in gara che il pubblico ha potuto riascoltare perché, secondo il volere di Baglioni, è stato cancellato il rituale cruento dell'eliminazione.

Fuori dalla sfida tra i campioni, spazio soltanto alle ospiti Pausini e Mannoia, che insieme a Favino, interprete di un testo sui migranti di Koltès, ha regalato uno dei momenti più emozionanti della serata, al trio Pezzali-Nek-Renga e a una menzione delle foibe, nel giorno che ricorda gli eccidi degli italiani durante la seconda guerra mondiale. Il primo a salire sul palco, dopo l'esibizione del giovane Ultimo, vincitore delle nuove proposte, è stato Luca Barbarossa con il suo romanesco Passame er sale. Il ritmo si è alzato con il rock and roll anni '80 di Red Canzian e il funky da ballare dei The Kolors. Poi l'apparizione sottotono di Elio e della sua banda che volevano far colpo con Arrivedorci, ma il pubblico gli ha dato l'addio con l'ultimo posto in classifica. A riportare calore ci ha pensato Ron, che con l'inedito di Dalla Almeno pensami è rimasto tra i favoriti fino alla fine ed è arrivato quarto, consolandosi con il premio della critica. La premessa giusta per entrare nel mondo di Max Gazzè e della sua difficile ma emozionante Leggenda di Cristalda e Pizzomunno. Ed è stato anche un susseguirsi generazionale, dai trentenni Annalisa e Renzo Rubino passando per i sessantenni punk Decibel capitanati da Enrico Ruggeri fino a una delle più grandi interpreti italiane, Ornella Vanoni, giunta quinta. La sua quasi coetanea Mina è apparsa dopo anni di reclusione, ma soltanto in ologramma, nello spot della Tim, sponsor unico della manifestazione, con ballerini sul palco e un'immagine della grandissima cantante alta quattro metri. Poi si è tornati agli sbarazzini ragazzi dello Stato Sociale con la loro fantastica «vecchia che balla» Paddy Jones che si è scatenata anche più delle altre sere. Per chiudere, tra Caccamo, Facchinetti/Fogli, Diodato/Roy Paci, Nina Zilli, Noemi e gli auto-plagiatori Meta/Moro con Mario Biondi che ha chiuso il cerchio, arrivando penultimo, di un Festival con la musica al centro dell'attenzione.

Commenti

lorenzovan

Dom, 11/02/2018 - 13:59

della splendida interpretazine di Favino neanche una parola...come rosicate quando si parla di emigrazione con una ottica umana e responsabile ....

timoty martin

Dom, 11/02/2018 - 16:25

Podio = scandalo annunciato