Scotti, Bonolis, Conti: i tre tenori della tv si raccontano da Maurizio Costanzo

Gli esordi, le carriere, gli sfottò: un'incursione nella vita dei presentatori

Chissà se quando «cominciarono tutti assieme» (come ha ricordato uno di loro) avrebbero immaginato che un giorno sarebbero diventati i «tre tenori» della tv. È stato infatti il confronto con i «tre tenori» che Maurizio Costanzo celebrò 21 anni fa e cioè con Mike Bongiorno, Corrado e Raimondo Vianello -, ad emozionare i loro «successori» Carlo Conti, Gerry Scotti e Paolo Bonolis, protagonisti del Costanzo Show che (in onda domani alle 23,20 su Canale 5) oggi come allora, con l'aiuto di Enrico Mentana, ha celebrato le gesta di tre amatissimi conduttori tv. «Mala tempora currunt» è stato, nel confronto, il lapidario commento di Bonolis. «Che vergogna essere paragonati a loro!», è arrossito Scotti. Ma il gioco dei reciproci sfottò, a mascherare il rispetto condiviso, è stato simile: «Quello lì chi è, Conti? - si chiedeva Bonolis davanti alle foto dei tre presentatori in fasce - No: ha la pelle troppo chiara». «Qualcuno dice che sei troppo cinico» faceva notare Costanzo a Bonolis. «È che detesto l'ipocrisia. Una volta, quando mi sono trovato davanti una signora tutta rifatta, le ho detto: Buonasera. Lei chi era?». Partita con un omaggio a Fabrizio Frizzi («Se il titolo fosse stato I quattro moschettieri oggi ci sarebbe anche lui», ha commentato Scotti) la serata ha trovato comunque il suo «quarto» in Pippo Baudo, che in un video ha raccomandato ai colleghi: «Ascoltate il maestro Costanzo. E poi fate come vi pare». Quindi ecco la carrellata sugli inizi, le cadute e i trionfi dei tre: «Quando dissi a mio padre che ero incerto se firmare il mio primo contratto con la Rai ricorda Bonolis - lui, che scaricava ai mercati generali, replicò: se non ci vai ti piglio a calci con due piedi assieme». «Vado benissimo con le tardone scherza Scotti, a proposito del suo presunto fascino - oltre i 70, poi, sono inarrivabile». Mentre Conti considera i premi vinti: «Paolo dice che sono un imbroglio, visto che chi sta in Rai vince solo l'Oscar Tv, e chi lavora a Mediaset solo i Telegatti? Beh: lui ha lavorato da entrambe le parti. Così ora ha 16 Telegatti e 15 Oscar Tv». Tutti e tre legati ai loro programmi, negano però la concorrenza con i colleghi («In realtà siamo amici avverte Conti - A noi basta solo fare buoni prodotti»), tutti e tre distaccati almeno a parole - dal top professionale per un conduttore; «Sanremo? Io non lo rifarei. A meno di poterlo cambiare totalmente», taglia corto Bonolis. «Io l'ho fatto solo in pectore ride Scotti - perché Paolo m'ha dedicato il suo e Carlo il suo». «Se io farò il prossimo? rimane sul vago Conti -. Cambiamo argomento». D'accordo tutti anche circa le mutate prospettive delle nuove leve: «Noi siamo stati più fortunati, avevamo grandi modelli», considera Scotti. «Oggi i ragazzi hanno come riferimento soprattutto il web annuisce Conti -. E poca pazienza per arrivare». La vera palestra lavorativa? Il preserale. Carlo: «L'appuntamento quotidiano col pubblico ti forma». Gerry: «Molti colleghi con la puzza sotto al naso l'hanno rifiutato. E hanno perso un'occasione». Infine, dopo i contributi filmati di tanti amici (Pieraccioni e Panariello per Conti, la Clerici e Laurenti per Bonolis, la Toffanin e la Hunziker per Scotti) ecco la tradizionale passerella conclusiva. Cui, acclamato proprio dai tre «tenori», per la prima volta in 37 anni di Costanzo Show, ha partecipato anche... Maurizio Costanzo.