Scream Queens: l'assassino è stato già rivelato?

Indiscrezioni su "Scream Queens": si moltiplicano in Rete le voci di chi sostiene che l'assassino sia stato già rivelato, nella prima puntata della serie TV

Sarebbe un autogol da parte dello sceneggiatore Ryan Murphy, se una delle ultime indiscrezioni diffuse in Rete fosse vera. C'è chi sostiene infatti che l'assassino seriale del telefilm "Scream Queens" sia stato rivelato nel corso della prima puntata, nel momento in cui è stato ucciso il personaggio interpretato dalla popstar Ariana Grande. Se si prosegue nella lettura, sono contenuti spoiler.

Nella scena di "Scream Queens" in cui la bella Ariana viene uccisa, nel corso del primo episodio, si nota una conversazione tra lei e il suo assassino, travestito da Red Devil, la mascotte dell'università in cui è ambientata la serie. La conversazione avviene rigorosamente su iPhone, tanto che si scorge come la cantante stia usando iMessage: i messaggi in verde sono i suoi, gli altri quelli del suo carnefice.

Come spesso accade, la scena è stata tagliata in sede di montaggio ed è quindi possibile leggere in alcuni fotogrammi residui la frase «So che sei tu, Chanel». La Chanel in questione è il personaggio di Emma Roberts, presidente della confraternita femminile in cui si svolge gran parte della vicenda. Secondo alcuni questa sarebbe una prova di colpevolezza: Ariana Grande incolpa Emma Roberts, quindi è sicuramente lei l'assassina?

Le ipotesi potrebbero essere diverse. Innanzitutto, è possibile che Ariana abbia digitato quel messaggio per dimostrare sicurezza in un momento clou, per dimostrare di non aver paura. L'altra ipotesi consiste nel fatto sia stato girato un pilot autoconclusivo, da cui provengono i fotogrammi incriminati. Non sarebbe una novità per le serie statunitensi: anche de "I Segreti di Twin Peaks" fu realizzato un pilot autoconclusivo differente, dedicato al mercato europeo, tuttavia in quel caso l'assassino non fu quello svelato a conclusione della serie. È quindi molto improbabile che gli sceneggiatori, autori anche di "American Horror Story" e "Glee", siano caduti in un errore del genere. A meno che non abbiano deciso di fornire volontariamente quell'indizio.