Sei un tipo speciale? Vai nell'istituto di King e diventerai una cavia

Il re della paura torna con un thriller choc sui ragazzi vittime di esperimenti (veri)

«Da piccole cose nascono grandi eventi». È già racchiuso in questa frase che i lettori trovano a pagina 8 il senso del nuovo romanzo di Stephen King intitolato L'istituto (Sperling & Kupfer, pagg. 576, euro 21,9). Una storia che ha per protagonisti principali un gruppo di ragazzi «speciali» che vengono rinchiusi in una struttura governativa per essere studiati, osservati e sottoposti a terribili esperimenti. I poveri Luke, Kalisha, Nick, George, Iris e Avery sono dotati di poteri particolari di telepatia e telecinesi e sono segregati in tempi diversi nella Prima Casa e nella Seconda Casa che compongono l'Istituto in balia delle decisioni paranoiche della direttrice signora Sigsby che vuole impadronirsi dei segreti dei loro doni. Non c'è niente di superomistico nelle vicende di questi ragazzi sottoposti ad esperimenti e Stephen King decide di dedicare il romanzo ai suoi tre nipoti Ethan, Aidan e Ryan, che fanno parte di una generazione che ha seguito altre storie dedicate a ragazzi sottoposti ad esperimenti nelle saghe de La bussola d'oro di Philip Pullman e in Maze Runner di James Dashner, ma anche in quelle di Hunger Games, Divergent, La casa dei bambini speciali di miss Peregrine e persino nel serial tv Stranger Things.

Lo scrittore del Maine usa i generi dell'horror e della fantascienza per raccontare una situazione reale, ovvero quella dei «bimbi che hanno iniziato a sparire» negli Stati Uniti negli ultimi anni. Il riferimento ai piccoli immigrati messicani separati forzatamente dall'amministrazione americana dai loro genitori è diretta e nel romanzo viene anche descritta la crisi che il paese sta vivendo: l'aumento della disoccupazione, l'impoverimento del sistema bibliotecario, l'aumento del divario sociale. Ed è sintomatico che il personaggio della bibliotecaria Marjorie Kellerman esprima tutto il suo disagio di aver visto sottrarre libri alla Southeastern Library Association sostenendo che: «Trump e i suoi compari si sono ripresi tutto. Non comprendono la cultura più di quanto un asino capisca l'algebra». Il romanzo è ambientato nella cittadina di DuPray e ripropone alcune tematiche già sviluppate nel tempo da King. I protagonisti di Carrie, Shining e L'incendiaria erano infatti tutti adolescenti dotati di poteri particolari che li portavano a subire le violenze degli adulti e d'altra parte la forza comunitaria dei reclusi de L'istituto ricorda molto quella che sviluppano i giovani in It. Il tema della prigione e quello dell'ospedale-laboratorio erano già stati al centro rispettivamente de Le ali della libertà e Il miglio verde; e di Doctor Sleep e Sleeping Beauties. Ma Stephen King è abituato da tempo a reinventare anche le situazioni che ha già raccontato e questo suo ultimo romanzo dimostra ancora una volta il suo desiderio di avvincere i lettori con una storia che li sorprenda anche se gli elementi di partenza potrebbero sembrare già conosciuti. Nei capitoli d'avvio del romanzo seguiamo le vicende dell'ex poliziotto Tim Jamieson che rimosso dall'incarico per avere causato una lesione accidentale a un civile mentre era in stato di ebrezza in servizio si trova ad accettare il ruolo di guardia notturna cercando di dare una svolta alla sua vita. L'improvvisa scomparsa dalla narrazione di questo personaggio dovrebbe far insospettire i lettori che Stephen King non l'abbia inserito caso anche se ci vorranno centinaia di pagine per capire il perché di questa scelta narrativa. Da pagina 41 infatti entra in scena il giovane Luke Ellis al quale un gruppo di misteriosi individui uccide i genitori, prima di rapirlo portandolo nell'Istituto. Qui scoprirà di essere stato sequestrato a causa dei suoi poteri e si troverà a dialogare con la piccola comunità degli altri ragazzi reclusi consapevoli che quello in cui sono finiti non è un albergo né un collegio e che chi di loro è destinato alla Seconda Casa finirà in stanze dalle quale non uscirà mai più. Quante possibilità avranno i ragazzi di evadere da quel luogo e nel caso lo facessero che possibilità hanno reale di restare liberi in una società che vuole sfruttare le loro capacità e che li considera pericolosi? Lungo la narrazione King come al solito si diverte a disseminare citazioni prese dalla bibbia, dal vangelo, dalle opere di Dostoevsky e dalle poesie di T.S. Eliot non tralasciando una colonna sonora che passa dai Reo Speedwagon a Bob Dylan trovando sempre il giusto mood per le situazioni narrate. Per quanto riguarda gli elementi scientifici presenti nel romanzo, Stephen King esplicita di essersi rivolto al suo amico scomparso Russ Door (che già aveva suggerito lo spunto dell'epidemia de L'ombra dello Scorpione) chiarendo che gli esperimenti raccontati ne L'istituto, anche i più terribili, non sono inventati.