Sempre sull'orlo dell'abisso, Caravaggio è come Batman

Il film-evento sul grande artista sarà nelle sale tre giorni. La sua voce è di un altro "maledetto", Manuel Agnelli

Lo sbuffo scarlatto sul titolo non lascia troppo spazio all'immaginazione. Ma se non fosse chiaro è il sottotitolo, con tanto di maiuscole, di questo nuovo film su Caravaggio a rendere il senso di tutta l'operazione: Caravaggio. L'Anima e il Sangue. Rosso, appunto, proprio come il colore spesso dominante in tanti lavori dello straordinario artista nato a Milano nel 1571, che il film mostra in tutta la loro perfezione con una risoluzione delle riprese digitali in 8K effettuate in 15 luoghi d'arte. Prodotto da Sky con Magnitudo Film e diretto dal messicano Jesus Garces Lambert, il film su Michelangelo Merisi uscirà in circa 330 schermi per 3 giorni - il 19, 20 e 21 febbraio - nella modalità «evento» che tanta fortuna sta portando a Nexo Digital, distributore di questo tipo di contenuti non solo in Italia ma in tutto il mondo. Un po' a sorpresa la voce dell'io interiore di Caravaggio, frutto della fantasia della sceneggiatrice Laura Allievi, è stata affidata a Manuel Agnelli, musicista e voce degli Afterhours. Il motivo della scelta è presto detto da Cosetta Lagani, responsabile dei film d'arte di Sky: «Volevamo dare un contesto anche contemporaneo e senza filtri alla figura di Caravaggio e a quello che a nostro avviso poteva essere il suo pensiero e i suoi sentimenti. Siamo andati dunque a cercare la voce dell'io caravaggesco in quella di un'artista talentoso, rivoluzionario e molto rock. E chi meglio di Manuel Agnelli così scioccante e spiazzante?».

E in effetti la voce del cantante riesce a dare bene l'idea di quel tormento permanente e continuo che ha fatto la fortuna artistica di Caravaggio ma che l'ha condotto più volte sull'orlo di quell'abisso plasticamente raffigurato anche dalla sua morte, errante, senza corpo, senza sepoltura, il 18 luglio 1610 a Porto Ercole. «Sono stato spinto a prestare la mia voce perché è una cosa diversa dalle cose che ho fatto, anche se il mio lavoro è esprimere emozioni con la voce» racconta Agnelli che non si vuole in alcun modo paragonare a Caravaggio, anche se, dice, «al di là del suo essere rock è un personaggio contraddittorio in cui io nel mio piccolissimo mi ritrovo. Una cosa interessante che viene fuori dal film è vedere come nel passato gli artisti si siano serviti del potere in maniera abbastanza naturale, avevano bisogno di mecenati. Ma, chissà perché, da un certo momento in poi è diventata una cosa disdicevole. Io invece in questo sistema cerco di ritagliare i miei progetti. Io ci provo e ci proverò sempre».

Sembra insomma che ci sia quasi un bisogno di Caravaggio, della sua testimonianza, ancora oggi. Lo dimostrano i tanti lavori, non solo cinematografici, su di lui (Vittorio Sgarbi sta portando in giro per l'Italia il suo spettacolo su Michelangelo Merisi). E se il regista del film, Jesus Garces Lambert, dice di aver voluto raccontare anche un'epoca «paradossalmente abbastanza simile a quella di oggi», è invece Claudio Strinati, consulente scientifico del film, a fare il paragone definitivo: «Anche grazie a questo film vedo confermata la mia idea dei punti in comune con Batman. Anche lui vede morire i genitori in maniera ingiusta, assassinati, mentre quelli di Caravaggio muoiono per colpa della peste. Entrambi i loro percorsi di vita li vede ossessionati dal buio. Lo sfondo delle varie decollazioni di Caravaggio e alcune ambientazioni mi fanno pensare a Gotham City. Entrambi non sono dotati di superpoteri ma sono sostenuti solo dalla loro capacità tecnica o artistica». Caravaggio come Batman, sembra un altro bel film.