Sesso e arte, la Rai sdogana le porno-femmine

Certo in seconda o terza serata tv non siamo più in fascia «pro-tetta» (come spesso cesella ironicamente Blob) e quindi niente polemiche se la pornografia avanza sui canali Rai. Così, mentre l’innocua fiction spagnola Fisica e chimica sui liceali alle prese con tematiche come omosessualità, droga e sesso sicuro in onda su Rai4 è finita nell’occhio del ciclone (con il direttore di rete Carlo Freccero, che la considera «pedagogica», a polemizzare con Libero), ora i protagonisti del porno vengono direttamente ospitati nei salotti buoni. Ma siccome la tematica è ancora scabrosa, nonostante le ardite imprese d’un antesignano come Antonio Ricci, che nel 1988 su Italia 1 con L’araba fenice faceva girare completamente nuda per lo studio Moana Pozzi, ecco che ora la Rai s’inventa il porno intellettuale, il porno artistico. Che alla fine non è altro che promozione - perché sempre di soldi si tratta - alla stessa stregua del regista col nuovo film sotto il braccio. Così anche Robinson, la trasmissione condotta da Luisella Costamagna, dopo l’avanguardistica redazione under 28 del Corriere della Sera on line, è caduta nel trappololone mediatico della giovane studentessa di design Valentina Nappi, 21 anni, autodefinitasi «pornofemmina napoletana, un’artigiana del sesso» che paragona ai piatti della star dei fornelli Ferran Adrià. Un’attività esercitata prima attraverso il suo inequivocabile blog inpuntadicapezzolo.it. e poi, guarda caso tra pochi giorni, in un film bollente di e con l’inimitabile Rocco Siffredi. E se il titolo, Bitches in Uniform, è paradigmatico di come viene concepita la donna nell’industria delle luci rosse, per Valentina Nappi non ci sono problemi visto che «in questo momento di evoluzione morale e anche estetica è interessante fare il porno» per il quale sogna un posto di primo piano nella cultura. Così la furba attrice ha dato del filo da torcere («Che vuol dire vendere il proprio corpo? E il muratore che cosa fa?») a un’imbarazzata Costamagna che alla classica di che cosa ne pensassero i genitori si è sentita rispondere con un lapidario «chi se ne frega».
E anche Marco Giusti, che nel suo salotto di casa Stracult ha creato una rubrica per gli appassionati del genere dal titolo New Porn, dopo aver ospitato Vittoria Risi «la più nota pornostar attualmente in Italia», ieri notte ha intervistato la «strana» coppia di artisti-performer che si fa chiamare Rosario Gallardo e risponde ai nomi di Maria Tinka Iniotakis e Nicola Serra. Lei - lo ha svelato sul suo blog - non indossava biancheria intima mentre lui per fortuna sì ma con una maglietta quantomeno irriverente, la cui scritta «Mary was only a virgin if you don’t count anal» è stata censurata alla meglio dagli autori del programma. Cosa fanno moglie e marito? Pornoestetica (così la definiscono). Ossia «un progetto d’indagine estetica e politica che può aiutarci a superare la paura e a scoprire la verità». Più prosaicamente, tra le altre iniziative lui la filma mentre fa la pipì, nuda e avvolta in un cellofan trasparente, davanti a una banca o a una scritta No Tav. La chiamano «pornoguerrilla» anche se sottolineano che «non è un progetto di protesta». Ma allora che cos’è? Arte secondo Stracult, che - bisogna ammetterlo - ancora una volta ha precorso, fiutandoli, i tempi televisivi.
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