Sgarbi studiato come un capolavoro

Il passionale critico del "Giornale" al centro di pamphlet ed eventi

Siamo assuefatti ai manuali, vero? Dal come dormire meglio a come fare più soldi, dal come gestire i figli a come vivere felici, è l'epoca della letteratura di auto-aiuto per gente alla ricerca perenne di guida e conforto. Raramente si tratta di letture dai benefici effetti, ma esistono le eccezioni. Vittorio Sgarbi spiegato a mio figlio (Aliberti, pagg. 128, euro 12) è lettura educativa, e non solo per i più giovani cui si rivolge quale lettera aperta. La scrive Luca Nannipieri: neanche 40 anni, gira (sgarbianamente) l'Italia rigorosamente in giacca, per tutelare e parlare del patrimonio artistico da salvare. Assessore alla Cultura a Cascina (Pisa), lo conoscete anche perché scrive libri, va in tv, è super attivo su Fb. Ora ha pubblicato un libello controcorrente sul perché un ragazzo dovrebbe prendere Sgarbi a esempio di vita.

Sì, Sgarbi, il grande critico d'arte, il collezionista colto e raffinato, ma anche l'uomo degli eccessi («Capra, capra, capra» resta un cult su Youtube), abilissimo a trovarsi nelle posizioni più scomode anche su temi etici e politici: può, un 64enne così sui generis, essere un modello per i millenials? Sì, perché la sua biografia è una miniera di spunti didascalici. A cominciare dal motore di tutto: la passione. «Sono come un attore porno. Nell'arte cerco sempre la passione, voglio godere: stanare opere misteriose è una straordinaria fonte di piacere», dice Sgarbi e Nannipieri usa il commento ad esergo del volume. Sgarbi insegna, anzi testimonia, che nella vita serve passione, unica leva capace di tirarci fuori dalla nostra comfort zone per fare cose grandi. Insegna che la passione spezza l'indifferenza, fa prendere posizione, fa schierare, dunque distinguibili dagli altri.

Nannipieri narra, capitolo dopo capitolo, la vita di Vittorio Sgabri, dalla stagione Mediaset di Sgarbi Quotidiani, il programma tv con il più alto indice di querele (per vostra info: 280 processi, 190 dei quali conclusi con assoluzione del critico, gli altri pronti alla prescrizione) alla roboante e poi dolorosa parentesi da assessore alla Cultura a Milano, poi il lavoro da sindaco a Salemi, dove venne creato un assessorato alla Bellezza, ma poi il comune fu sciolto per mafia, e poi ancora la malattia, gli amori libertini, la compagna Sabrina. Vicende note, queste. Conoscere a fondo Vittorio Sgarbi e spiegarlo ai nostri figli - significa invece capire che «Dell'arte non si fruisce, ma si gode» perché la bellezza e la sua tutela sono sì un valore, ma ancor più un piacere. Una di quelle cose per cui vale la pena vivere, se occorre anche sopra le righe.

Domenica, dalle 17 alle 20, al Labirinto della Masone di Franco Maria Ricci, a Fontanellato (Parma), si terrà l'evento «Studiamo Sgarbi, interpretiamo un interprete», convivio di eccellenze su Sgarbi e con Sgarbi: presenti moltissimi esponenti del mondo della cultura.

Commenti

manfredog

Sab, 06/05/2017 - 12:19

L'importante che il libro spieghi bene come si è o come si diventa 'capra', cosa non facile da spiegare, soprattutto oggi agli italiani; tutto il resto, poi, risulterà secondario. mg.

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Memphis35

Sab, 06/05/2017 - 14:43

Una vera chicca! Per gli amanti della psichiatria.

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direttoreemilio

Sab, 06/05/2017 - 23:15

Sgarbi studiato come capolavoro? si certo all´universitá della psicosi , delle malattie mentali, come scizzofrenia e paranoia cronica,

Ritratto di Nahum

Nahum

Dom, 07/05/2017 - 07:57

Pubblicità occulta --- io per Sgarbi il, termine "raffinato" lo tirò un po' eccessivo ....