Da Shirer a Mosse, una collana per capire l'orrore del Reich

Otto volumi di grandi storici per analizzare ascesa e caduta di una delle dittature più feroci del '900, che portò l'Europa alla rovina

Da oggi è in edicola con il Giornale il primo volume della Storia del Terzo Reich di William L. Shirer, che apre la serie di 8 volumi dedicati all'ascesa e alla caduta del nazismo. Il testo di Shirer è un classico, quasi imprescindibile. Ha gettato le basi dello studio della storia tedesca tra gli anni '30 e la fine della Seconda guerra mondiale.

Molti degli eventi narrati Shirer (1904-1993) li visse di persona. Terminato il college lasciò, nel 1925, gli Usa per l'Europa, pagandosi il viaggio lavorando su una nave cargo. Una volta arrivato divenne in breve, sfruttando la sua penna agile, un corrispondente. Fu a Parigi, Londra, Vienna, Roma e in Spagna, come inviato del Chicago Tribune, diventò, nel 1932, corrispondente del Columbia Broadcasting System (che poi diventerà la Cbs). Attento, avventuroso e dotato di sensibilità politica, riuscì a essere sempre al posto giusto: era in Germania nel 1933 per documentare l'ascesa di Hitler, a Vienna durante la crisi dell'Anschluss... Dal '38 al '40 fu corrispondente radiofonico da Berlino: poi fu forzato a abbandonare il Paese dalla censura nazista, era considerato una spia. Ritornò in Germania solo nel 1945 per documentare il processo di Norimberga. Tutto questo non sarebbe bastato a fare di lui uno dei più importanti storici del nazismo se la sua carriera radiofonica non si fosse bruscamente interrotta nel 1947, anche a causa delle accuse mosse a Shirer di essere un comunista per la sua opposizione alla dottrina Truman.

Fuori dal mondo del giornalismo Shirer, per primo, si prese il tempo di analizzare in modo sistematico l'enorme messe di documenti che le forze Usa avevano sequestrato ai tedeschi. Si trattava di 485 tonnellate di incartamenti che i nazisti avevano nascosto in vari castelli e in alcune miniere dei monti dello Harz. Berlino aveva ordinato di bruciarle, ma l'avanzata degli alleati fu troppo rapida. Queste carte raccolte in un magazzino dell'Us Army in Virginia, assieme ai diari sequestrati di alcuni esponenti di primo piano del regime, come Joseph Goebbels, e della Wehrmacht, come il generale Franz Halder, hanno fornito a Shirer materiali preziosissimi per ricostruire i meccanismi di quella enorme macchina di morte che fu la Germania nazista. Come spiega lo stesso autore: «Era stato abbastanza facile annotare e descrivere gli avvenimenti - singolari e spesso ripugnanti - che si svolgevano nel Terzo Reich... Ma le decisioni fatali prese segretamente, gli intrighi, i tradimenti, i movimenti e le aberrazioni che condussero a tutto ciò, la parte svolta dietro le quinte dai principali protagonisti, le proporzioni del terrore da essi esercitato e le tecniche usate nell'organizzarlo - queste, e molte altre ancora, erano rimaste celate». Nel primo volume in edicola da oggi Shirer si concentra sull'ascesa di Hitler, dedicando largo spazio al fallito putsch di Monaco che, per quanto dilettantesco, fece di Hitler una figura nazionale. Rimarchevole anche l'analisi della stesura del Mein Kampf e della genesi dell'ideologia nazista.

Ma non solo Shirer: nella collana seguiranno anche i volumi Mussolini e Hitler. I rapporti segreti (1922 - 1933) di Renzo De Felice; Hitler e l'enigma del consenso di Ian Kershaw; I nazisti e l'oro della Banca d'Italia di Sergio Cardarelli e Renata Martano e infine Intervista sul nazismo di George L. Mosse. In particolare Kershaw è famoso per aver coniato la definizione di Hitler come «dittatore pigro», centrale nella creazione del Reich ma incapace di governarne la macchina. Particolare anche il testo di Mosse - storico di vaglia di origini ebraiche fuggito dalla Germania per la persecuzione - capace di rendere chiara la dinamica di persuasione che avvelenò le menti dei tedeschi.

Commenti

blackindustry

Sab, 11/06/2016 - 10:20

Sul comunismo non la facciamo una bella collana di opere che mostrino lo SCHIFO SATANICO del comunismo? O sull'Islam e relativo assassino psicopatico pedofilo? Ah gia' che certe cose non si possono dire perche' i musulmani sono protetti dalle alte sfere dei potenti che li vogliono al posto nostro in quanto manovrabili con un librettino farneticante. Noi siamo piu' emancipati, quindi non utili idioti.