«Si privilegiano gli altri a discapito degli italiani»

Emanuele Beluffi

Magdi Cristiano Allam, giornalista. Uomo coraggioso, controcorrente, che afferma una verità scomoda: la sacralità della vita di tutti, la dignità delle persone e la libertà di scelta.

Quando è cominciata la sua vita OFF?

«Nel 2003, a Kuwait City, durante la guerra contro Saddam Hussein, ricevetti una comunicazione dal Sisde: Hamas mi aveva condannato a morte per la mia denuncia del terrorismo islamico suicida palestinese. Da allora vivo sotto scorta. Sono grato allo Stato italiano».

Quando é avvenuta la tua conversione?

«Fuun "infortunio. Dai Salesiani, da ragazzino, sentii il bisogno di immedesimarmi in quel mondo cristiano cattolico: decisi di entrare in una chiesa e al momento della Comunione mi misi in fila come gli altri. Fu un gesto con un sottinteso più psicologico che religioso: le opere buone di laici e religiosi cristiani, i quali si comportavano in modo affabile con noi ragazzini a prescindere dalla nostra religione. Toccai con mano la bontà del Cristianesimo».

Il politicamente corretto è imperante

«Siamo totalmente in balia del relativismo. Benedetto XVI coniò l'espressione dittatura del relativismo, un autoritarismo culturale che ci ha spogliato della nozione stessa di verità. Oggi viviamo in un contesto dove non crediamo alla verità ma ciascuno si sente depositario della propria verità. Il risultato è che tutte le verità sono messe sullo stesso piano e i fondamentali della nostra civiltà vengono coniugati tutti al plurale, un disorientamento che porta soprattutto i giovani a non aver più punti di riferimento che si traducano in certezze. Questo relativismo diventa una moda e produce fenomeni in cui si segue qualcuno che riesce a manipolare le coscienze. Di conseguenza, oggi la nostra missione è quella di riscattare la nostra ragione per entrare nel merito dei contenuti».

E l'Italia?

«Che non venga considerata da nessuno come terra di conquista. Siamo arrivati al punto in cui quasi ci vergogniamo di indicarci come italiani e di considerare l'Italia la nostra casa. Siamo arrivati al punto in cui si privilegiano gli altri rispetto agli Italiani».

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