La spia di Harvey Weinstein era diventata amica di Rose McGowan

Una ex spia ha dichiarato di aver avvicinato Rose McGowan per ottenere una bozza del suo libro: era stata assoldata da Harvey Weinstein

Rose McGowan ha stretto amicizia con una donna che si è rivelata essere una spia di Harvey Weinstein.

Lo rivela il Sun, spiegando come il produttore abbia assoldato una spia israeliana, dalla carriera comprovata, per scavare nel torbido dell’attrice e delle altre donne che l’hanno accusato di molestie e violenze sessuali. La spia in questione si chiama Stella Penn Pechanac, ha 36 anni, ma ha utilizzato diversi alter ego per avvicinare le diverse donne e scoprire dettagli scandalosi che le avrebbero messe in cattiva luce. Pechanach, che ha fatto parte dell’agenzia di intelligence israeliana Black Cube, ha contattato Rose McGowan alcuni mesi prima che Weinstein fosse travolto dalle accuse e partissero in tutto il mondo movimenti come #MeToo e Time’s Up.

Pechanach ha avvicinato McGowan presentandosi come Diana Philip, dirigente della società di gestione patrimoniale Reuben Capital Partners, che voleva che l’attrice facesse un discorso a una cena di gala. Le due donne si sarebbero incontrate per degli aperitivi o serate tra ragazze. McGowan le avrebbe rivelato che non c’è persona al mondo di cui si fidi.

Si ritiene che Weinstein - accusato di cattiva condotta sessuale da parte di 70 donne - abbia affidato alla società di intelligence due compiti principali: fermare la pubblicazione di un articolo negativo nei suoi confronti e ottenere il contenuto del libro di McGowan, allora in fase di scrittura, che avrebbe potuto contenere informazioni dannose su di lui. Così, Stella avrebbe dovuto fare amicizia con McGowan, ottenere una bozza del libro e cercare di screditarlo insieme alla sua autrice.

Alla fine del 2017, si dice che Weinstein abbia incontrato gli agenti di Black Cube e che una donna bionda di nome "Anna" - forse uno degli alter ego di Stella - abbia letto al produttore alcuni brani del nuovo libro di McGowan. Si dice anche che Weinstein, nell’ascoltare, abbia mormorato ripetutamente: “Oh mio Dio”. Pechanach ha lasciato il lavoro per Black Cube e ha spiegato come all’epoca Weinstein fosse un uomo non solo potente, ma rispettato, e c’era il sospetto di una campagna negativa ai suoi danni. La spia ha spiegato che sembrava un lavoro come tanti altri tra quelli affrontati in passato, anche se su più ampia scala perché coinvolgeva un cliente come Weinstein.

Il produttore sta aspettando attualmente di affrontare un processo per le accuse di stupro e molestie sessuali ma si è dichiarato non colpevole. Inoltre continua ad affermare la propria innocenza in relazione alle accuse di cattiva condotta sessuale.

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