La street art s'infila nel tunnel della Tav (tra le polemiche)

Il nuovo progetto trasformerà il tunnel di Chiomonte, in una galleria d'arte nel cuore della montagna. Non mancano le polemiche dei No-Tav

Underground. Che significa cultura alternativa. E che significa sottoterra. E così, con la mission di collegare il mondo delle infrastrutture e delle Grandi Opere con il mondo della creatività artistica e delle opere di grandi dimensioni, la TELT, cioè la «Tunnel Euralpin Lyon-Turin», la società pubblica che realizzerà la linea ferroviaria ad alta velocità Torino-Lione, ha lanciato il primo esperimento a livello internazionale di Tunnel Art.

E cosa significa? Questo. La TELT, da tempo sotto la pressione del popolo No-Tav, ha provato ad aprire uno spiraglio di dialogo con l'universo alternativo dell'underground, trasformando un pezzo della galleria ferroviaria in costruzione in Val di Susa in una galleria d'arte nel cuore della montagna. Ha coinvolto (in pieno spirito bi-nazionale) writer italiani e francesi e ha messo a disposizione, come location, il tunnel di Chiomonte, cioè un lungo cunicolo esplorativo che serve per esplorare la struttura della montagna dove viene realizzata la galleria per la Torino-Lione (e che resterà come passaggio di sicurezza anche quando il TAV, il treno ad alta velocità, entrerà in funzione, nel 2029). Infine ha affidato a Luca Beatrice, critico d'arte del Giornale, la curatela del progetto. Che ieri è stato inaugurato - fra artisti, operai e tecnici del cantiere - con la presentazione di tre grandi opere. Naturalmente site specific. Simone Fugazzotto ha realizzato, quasi a metà del tunnel, a 2800 metri dall'ingresso, un murale di 10 metri con un gigantesco cruciverba in cui s'incrociano le parole chiave della Torino-Lione: velocità, controllo, sottosuolo... Il writer francese Ludo invece su due pannelli, di 12 e sei metri, ha intrecciato Tecnica e Natura, con elementi floreali, filo spinato e una gigantesca farfalla robotica. Mentre Laurina Paperina ha rivestito due vagoni del convoglio usato per il trasporto del pubblico e degli operai con coloratissimi personaggi, ironici e pop, figli dell'immaginario di massa degli anni '80 e '90.

Dopo una lunga stagione di scontri e tensioni fra Tav e mondo della cultura (Blu sui fabbricati del cantiere realizzò dei murales per contestare il supertreno...) si apre una nuova fase?

Il risultato, dal punto di vista artistico, è sorprendente e inatteso (il tunnel è visitabile, su richiesta, tutti i giovedì). Scontate, invece, dal punto di vista politico, le reazioni. Nessuna contestazione in loco, ieri. Ma in Rete una parte del mondo No-Tav, tra cui Wu Ming Foundation, ha attaccato il progetto, accusando la TELT di fare propaganda, più che cultura. E ha criticato i tre artisti, colpevoli di aver venduto le proprie idee al soldo imperialista. Del resto, il sito Notav.info pubblicò, tempo fa, una lettera aperta chiedendo agli artisti di dissociarsi dal progetto e di non sottostare «a sporchi giochi politico/finanziari». La sfida culturale tra No-tav e Sì-tav si è infilata in un tunnel.