Su quel "Trono di Spade" non tramonta mai il sole

Il Medioevo gotico tratto dalla fluviale saga di George R.R. Martin costa sei milioni a episodio e ha conquistato mezzo mondo. E sono già annunciate altre tre stagioni

L'anteprima mondiale della serie-evento non poteva che essere un evento. Televisivo, mediatico, di costume. Siamo giunti alla quinta stagione di Game of Thrones , «la serie più vista nella storia della Hbo», parola dell'amministratore delegato Richard Plepler, e per una notte la Torre di Londra che custodisce i gioielli della Corona, costruita mille anni fa e ora sovrastata dai grattacieli di cristallo, è stata sorvolata dagli spaventosi draghi che eruttano fiamme contro i personaggi della saga. Ne mancavano pochi, sul red carpet ai piedi delle torri affollato dai fan, molti dei quali in costume medioevale ma armati di smartphone per i selfie di rito. Non si sono visti Emilia Clarke (la biondissima Daenerys Targaryen), Lena Headey (Cersei Lannister) e Peter Dinklage, il nano Tyrion Lannister, cattivo dissoluto e generoso, che in qualche modo incarna la complessità di tutto il racconto. Ma per i fan di Got , mille e 300 gli invitati, la notte è stata comunque un'orgia di emozioni.

«Il segreto del successo della saga - ha confidato Kit Harington (Jon Snow nella storia), uno dei più acclamati - è un bestseller di livello mondiale e un'operazione intelligente. David Benioff e D.B. Weiss, i due autori, hanno reso giustizia ai libri, senza ripulirli per la trasposizione televisiva, così ci sono personaggi incredibili ai quali il pubblico può affezionarsi e nei quali può riconoscersi».

Tratta dalle Cronache del ghiaccio e del fuoco di George R.R. Martin tradotte in venti lingue (in Italia pubblicate da Mondadori), questa grande storia di evasione che non spicca per «contemporaneità» è ambientata nei Sette Regni di Westeros, continente situato nella parte più occidentale del pianeta, dove «le estati possono durare decenni e gli inverni un'intera vita». L'epoca di riferimento è un Medioevo gotico, favolistico, un tantino stereotipato, ma di forte impatto visivo e presa emotiva, intriso com'è di violenza, sesso, crudeltà, tradimenti, draghi, streghe e perfide regine.

Non mancano salti e licenze temporali per rendere ancora più intricata la colossale lotta per il potere tra le casate dei Lannister, degli Stark e dei Targaryen, girata nei set di Belfast (Irlanda del Nord), Dubrovnik (Croazia) e Osuna (Spagna). Proprio qui sta il segreto del successo di Got : un gigantesco gioco di ruoli nel quale ognuno si identifica con un personaggio e tifa allo spasimo per lui, in una sequenza di colpi di scena che, teoricamente, potrebbe non avere soluzione. Fino ad oggi, infatti, Martin ha scritto nove romanzi e ha fatto sapere di essere vicino alla conclusione del decimo. Da fonti Sky si apprende anche che sono previste «altre tre stagioni televisive». Il tutto ovviamente incoraggiato dall'enorme indotto (gadgetteria, manuali, romanzi apocrifi, testi con la lingua della saga, ristoranti con menù intitolati alla serie...) che, insieme ai 14 Emmy conquistati finora, ripagheranno ampiamente lo sforzo dei sei milioni di dollari a episodio, del cast di 260 attori, dello staff di 700 persone e delle estenuanti revisioni della sceneggiatura, fino a 60.

In Italia la quinta stagione debutterà su Sky Atlantic Hd nella notte tra il 12 e il 13 aprile, in contemporanea con l'esordio americano. «Un modo per celebrare anche il primo anniversario della rete che ha debuttato il 9 aprile scorso», ha detto Antonio Visca, direttore di Sky Atlantic. L'episodio della quinta stagione visto in anteprima fa da raccordo con il convulso finale della quarta. Tyrion è riuscito a salvarsi nascosto in una cassa di legno, Snow rimane solitario tra i potenti del regno del ghiaccio. Tra le new entry, da sottolineare quella di Jonathan Pryce, star del musical e antagonista di 007 in Il domani non muore mai , qui nella parte di High Sparrow, terribile leader religioso. Lui non conosceva la serie, ma ora ne è entusiasta. È solo un fantasy o c'è qualche collegamento con il mondo reale? «Prendiamo il mio personaggio, è il capo di una setta religiosa, è l'uomo della gente, rappresenta i poveri... Questa in Italia, a Roma, non l'avete già sentita? Vi dice niente papa Francesco?», ha scherzato Pryce giocando anche sulla sua somiglianza fisica con Bergoglio.

Proprio lui umilierà la bionda Cersei Lannister costringendola alla nudità nella scena clou del romanzo che, dopo vari ripensamenti, non è stata ambientata nella chiesa di Dubrovnik. Per l'Italia va registrata l'entrata nel cast della diciottenne Rosabell Laurenti Sellers ( Gli equilibristi , Una grande famiglia ), nei panni di Tyene Sand. Anche lei, prima di essere selezionata non vedeva Il Trono di Spade , «ma quando ho saputo che avrei fatto parte del cast, ho fatto una full immersion di una settimana e ho visto tutti gli episodi precedenti. Avevo anche qualche pregiudizio, ma mi sono resa subito conto che è di un livello altissimo, dalla fotografia alla scenografia, dalla recitazione al costume. È cinema. La scena più difficile? Una scena di combattimento durata due giorni, molto faticosa».