Tidal, nuovo servizio in streaming per un manipolo di star musicali

Da Jay-Z a Madonna, per una novità che promette di fare guadagnare di più gli artisti e meno la discografia

Rimanere sotto un'etichetta in grado di promuovere al meglio il proprio marchio, ma allo stesso tempo mantenere più controllo possibile sulle proprie produzioni. È questa la sfida lanciata da un gruppo di artisti capitanati da Jay-Z, che con Tidal puntano a creare un nuovo servizio in streaming, in grado di competere con giganti come Spotify.

I dettagli dell'accordo chiuso già con alcuni artisti sono al momento piuttosto sfuggenti, ma a quanto scrive il Financial Times le star del music business avrebbero iniziato a promuovere l'iniziativa in cambio di una quota azionaria e di un pagamento cash. A una star sarebbero stati offerti ben 3 milioni di dollari.

Per la prima volta, l'anno scorso, la musica ascoltata in streaming ha battuto quella da cd. Proprio questo nuovo mercato è quello su cui si è lanciata la nuova compagnia. Il pubblico potenziale? Quello disposto a spendere 19,99 euro al mese per ascoltare i brani. In streaming e in alta definizione.

Tidal propone anche un pacchetto da 9,99 dollari, come i concorrenti. E arriva in anticipo rispetto al servizio streaming di Apple, creato grazie all'acquisizione di Beats Electronics, il gruppo creato da un altro pezzo da novanta dell'hip-hop americano, Dr. Dre, insieme a Jimmy Iovine.

In Tidal ci sono già tredici artisti. Pochi, ma di peso. Madonna, Beyoncé, Kanye West e altri ancora. Nomi che fanno capire che Jay-Z ha puntato prima alla sua schiera di contatti personali di alto profilo, per poi allargare il nucleo iniziale, se la cosa dovesse funzionare.

"Non ci piace la direzione che la musica sta prendendo e abbiamo pensato che potevamo entrare in campo per dare una scossa nel segno dell’onestà", ha detto Jay-Z a Billboard. Convinto che non solo "gli artisti faranno più soldi", ma che ci saranno anche "meno profitti per tutto quello che ruota intorno".