"Tomorrowland", il pensiero positivo firmato Disney

Uno sci-fi per ragazzini, scenograficamente sorprendente, che dal punto di vista cinematografico non funziona del tutto ma il cui messaggio vale da solo il prezzo del biglietto

Il nuovo film della Disney, "Tomorrowland", con protagonista George Clooney, è un invito all'ottimismo. Si tratta di una pellicola di fantascienza destinata ai preadolescenti ma in grado di intrattenere a qualsiasi età e, soprattutto, di promuovere un messaggio socialmente utile e spiritualmente ambizioso. La tesi del film è che indifferenza, pessimismo e cinismo conducano a profezie negative che si auto-avverano mentre l'energia positiva stimoli la creatività e la volontà, diffondendo gioia e speranza nel mondo e contribuendo, quindi, a migliorarlo in maniera tangibile. Il compito di confezionare questo kolossal da 200 milioni di dollari è stato affidato al 57enne Brad Bird, già regista de "Il gigante di ferro" e vincitore di due Oscar con "Gli incredibili" e "Ratatouille". Frank Walker (George Clooney), è solo un ragazzino quando, all'esposizione universale del 1964, le sue potenzialità di inventore vengono notate da una bambina speciale, Athena (Raffey Cassidy), che lo conduce in una città sospesa in una dimensione senza tempo, Tomorrowland, in cui si sono autoesiliate le menti creative più brillanti del pianeta.

Quarantacinque anni più tardi, un'adolescente curiosa e ottimista, Casey Newton (Britt Robertson), trova un varco per quel luogo dopo essere entrata in possesso di una misteriosa spilla. La giovane ignora di essere stata reclutata per una missione pericolosa cui è affidata la salvezza del mondo. Ad aiutarla a capire cosa stia succedendo penseranno Athena e Frank. Vintage e moderno in questa pellicola coesistono poiché si passa più volte dall'atmosfera retrò delle scene ambientate negli anni 60 a quella futuristica della città immaginaria di Tomorrowland. Tra viaggi nel tempo, universi paralleli, elisir di lunga-vita e androidi, l'avventura non manca. L'esuberanza visiva è vertiginosa: dal punto di vista tecnico e scenografico siamo a livelli di eccellenza. Il climax coincide con una scena in cui si attribuisce un nuovo e fantasioso significato storico alla nascita della Torre Eiffel. Come da tradizione Disney, si predilige incantare puntando su stimoli intellettivi ed emotivi piuttosto che stordire con un sovraccarico di effetti speciali fini a se stessi. Ma qualcosa, qua e là, non funziona: a cominciare dall'insipido battibecco tra le due voci fuori campo dei protagonisti, nell'incipit, che è solo il primo di una serie di siparietti i cui dialoghi, eccessivamente semplificati, hanno un umorismo infantile che mal si sposa con i temi impegnati e seri della pellicola. Momenti teen-action, citazioni pop e sfumature fumettistiche si alternano in modo goffo a monologhi pregni di idealismo e di intento pedagogico, finendo con lo sminuire l'efficacia dell'opera. Forse nel voler piacere a tutti, divertendo i giovanissimi da un lato e affascinando la mente degli adulti con riflessioni legate a problematiche attuali dall'altro, il prodotto ha perso un po' troppo in termini di incisività e coerenza. Ad ogni modo, un film che miri a sradicare il pessimismo sociale e a educare al potere della fiducia e della volontà, può fare una piccola differenza nella vita di molti e perciò merita di essere visto.