Tony Colombo: "Il sindaco di Napoli deve chiedere scusa a mia moglie"

Accesa discussione a "Live non è la D'Urso" tra il cantante neomelodico Tony Colombo e l'assessore Emilio Borrelli che accusa la moglie di Colombo, Tina, di essere una "vedova di camorra".

Grande movimento a “Live non è la D’Urso”, argomento i matrimoni. Tornano in studio per la seconda settimana Tony Colombo e sua moglie Tina. Nonostante i documenti portati in studio la scorsa settimana che attestavano che tutti i permessi per celebrare le nozze e per fare il Flash Mob a piazza del Plebiscito fossero in regola, non si spegne la polemiche, anzi settimana dopo settimana sembra accendersi sempre di più.

Novità del giorno, cinque agenti penitenziari che hanno suonato al matrimonio di Tony e Tina, sono stati sospesi dalla loro attività, inoltre è stata richiesta un’interrogazione parlamentare. A queste novità, Tony risponde nella stessa maniera della scorsa volta, quella di portare carte che comprovano che il comune era a conoscenza e aveva concesso i permessi.

Ma prima di tutto questo, Tony chiede la possibilità di fare un appello al Sindaco di Napoli. “Il Sindaco deve chiedere scusa a mia moglie, a una donna che violentato psicologicamente in questi giorni, lei è anche una mamma e il figlio più piccolo non dorme da sette giorni”. Il momento di grande tensione arriva però con l’assessore Emilio Borrelli, che accusa il cantante di raccontare delle cose non vere e chiama Tina “Vedova di Camorra”.

Esplode l’ira di Tina, che ricorda in maniera molto accesa che a casa c’è un ragazzino di sette anni che sta guardando la televisione seguita da Tony che indignato lo intima di vergognarsi. A fermare la bagarre interviene Barbara D’Urso, che sentendo parlare di un argomento diverso da quello della serata, chiude la questione parlando di un altro caso clamoroso quello delle nozze di Pamela Prati.