Trans e curvy: le modelle "inclusive" di Victoria's Secret

Victoria's Secret ha da poco presentato a Londra la sua nuova campagna #loveyourself: protagoniste le modelle transgender May Simón Lifschitz e la "curvy" Ali Tate-Cutler

Negli ultimi anni il brand di Victoria's Secret è stato oggetto delle polemiche e critiche più disparate: le riviste più patinate di moda avevano criticato duramente la reticenza del brand ad abbracciare il cosidetto "trend inclusivo", imperante nel mondo della moda, e in particolare il coinvolgimento di modelle plus-size (curvy) ma anche transgender. Il marchio, infatti è finito più volte sotto accusa per la mancanza di "diversità" delle sue testimonial: in buona sostanza, non era abbastanza politicamente corretto. I problemi sono cresciuti a dismisura quando l'ex Chief Marketing Officer Ed Razek si è addirittura permesso di rimarcare la sua contrarietà alle modelle transgender o curvy in passerella: apriti cielo. Ma dopo tante discussioni, nell'epoca del #MeToo ora anche Victoria's Secret ha deciso di cambiare la sua immagine e di adattarsi al politicamente corretto che detta legge nel mondo della moda e dello spettacolo. Come riporta Dagospia, in collaborazione con il marchio di lingerie Bluebella, lo scorso 4 ottobre Victoria's Secret ha presentato a Londra i suoi nuovi manifesti in cui la protagonista è la modella transgender May Simón Lifschitz, 24 anni. È la seconda modella trans che il marchio assume dopo Valentina Sampaio.

May, nata da madre danese e padre argentino, ha iniziato a prendere ormoni all'età di 16 anni, quando era ancora minorenne. Ora è entusiasta di partecipare alla campagna #lovetourself, nata per celebrare "diversi modelli di femminilità": "Penso che mostrare le nostre vulnerabilità ci faccia diventare donne più forti - ha dichiarato - Quindi sono molto grata che mi sia stata data questa possibilità e mi sento molto fortunato di far parte di un progetto con così tanto amore". La collezione autunno/inverno 2019 del marchio sarà indossata, oltre che da da May, dalla keniota Olivia Sang, dall'irlandese-indonesiana Laura Rakhman-Kidd e dalla modella "curvy" Ali Tate-Cutler.

È quest'ultima la vera "star" della nuova campagna pubblicitaria di Victoria's Secret: "Credo di essere la prima taglia 46 per Victoria's Secret. A prescindere, sono davvero entusiasta di lavorare con un brand che idolatravo da adolescente. Un grande passo nella giusta direzione per il corpo". Curvy, trans, modelle "meticce" e di colore: non basta. Da molti commentatori, infatti, la scelta di marketing del marchio in nome dell'inclusività e la vriata politically correct è considerata tardiva e non sincera. Come riporta Repubblica, sui social sono centinaia i commenti di chi stenta a credere che una 46 possa essere inclusa ancora oggi tra le taglie comode e anzi addirittura scelta come primo passo verso la tanto attesa apertura nei confronti del mondo curvy da parte di un brand da sempre 'politicamente scorretto' in fatto di femminilità e corpo delle donne.

Ali Tate-Cutler, dunque, non è abbastanza "curvy". Ci voleva qualcosa di più. Perché una taglia 46 non può essere considerata plus-size. E sui social, gli utenti si sono scatenati. Ali Tate Cutler, intanto, ha commentato: "Sentirsi a casa nel proprio corpo significa avere una cosa in meno di cui preoccuparsi. Questo non significa che non dovremmo tutti sforzarci di mangiare bene. Ma quando ci concediamo una cena sontuosa, o quando vediamo una nostra foto che non riflette esattamente ciò che vogliamo apparire, dobbiamo rilassarci". Nel frattempo, la Bbc si chiede inoltre se Victoria's Secret stia davvero provando a rappresentare tutte le donne, mentre secondo alcuni analisti "il marchio è stato lento" nel promuovere il cambiamento. Non è un dunque periodo facile per Victoria's Secret, tra crisi di vendita, lettere di protesta e polemiche social. Abdicare al politicamente corretto pare non sia sufficiente per redimersi.