Tutti i muri che sorreggono (e dividono) la nostra civiltà

Muri. Siamo pieni di muri. Per tenere dentro, per tenere fuori o anche, semplicemente, per tenere in piedi. Se ne è accorta Michela Monferrini, scrittrice e poetessa, e ha deciso di raccontare alcune pareti speciali che le è capitato di incontrare nel corso della sua vita. Il risultato è un saggio molto strano, che si legge come un romanzo, appena pubblicato dalla Nave di Teseo e si intitola Muri Maestri (pagg. 142, euro 18). C'è ad esempio il muro degli eroi voluto da George Frederic Watts (1817-1904) a Londra. Watts che fu un celebre pittore collezionava ritagli di giornale. Era ossessionato da chi compiva gesti eroici perdendo nel compierli la vita. Come la giovane Alice Ayres, morta il 24 aprile 1885 cercando di salvare dei bambini da un incendio. Era uno dei tanti ritagli di Watts pieni di vigili del fuoco, poliziotti, capomastri, sartine, medici... Watts non sopportava che i nomi di queste persone andassero perduti. Nel 1900 inaugurò una parete vicino alla cattedrale di Saint Paul intitolata «Memorial to Heroic Self Sacrifice». Per ogni eroe una piastrella di maiolica che ricordi il suo gesto. I nomi sono lì ancora oggi, si possono leggere.

Ma non solo muri degli eroi, ci sono anche muri della libertà come il muro dedicato a John Lennon dagli studenti di Praga dopo la sua morte. Murales, disegni, versi di canzoni. Per anni le autorità comuniste hanno cancellato tutto. Ma la vernice bianca era solo una scusa per i «lennonisti», accusati di essere corrotti capitalisti, per ricominciare da capo. Oggi il muro è un simbolo della libertà che ha vinto. Ma nel libro ci sono anche muri di New Orleans che raccontano il desiderio di ricostruire dopo l'uragano, muri che sognano di essere boschi rampanti per cambiare le città, muri di Berlino da superare, muri che per le rondini sono supporti su cui costruire il proprio futuro, muri del pianto.

Il tutto in bilico tra la storia degli umani, la speranza di un futuro senza troppe pareti e qualche scivolata ideologica sui muri anti migranti che si fa perdonare per una capacità di scrittura e di ricerca veramente notevole.

Se i muri ossessionano, o affascinano anche voi, è una lettura imprescindibile. Del resto pensateci, non è un caso che secondo una leggenda metropolitana l'unica cosa costruita dall'uomo visibile dallo spazio sia una grande muraglia. La civiltà è figlia del muro, e viceversa.