Tutto Carlo Vanzina film per film. Sul set e in platea

Al cuore del mito cinematografico ci sono figure come quella di Carlo Vanzina, il regista scomparso l'8 luglio 2018, e del quale il fratello Enrico, 70 film insieme, dice: «era un grande borghese, legatissimo alla famiglia». La Festa del Cinema di Roma rende omaggio all'autore di Sapore di mare, presentando il documentario Il cinema è una cosa meravigliosa, diretto da Antonello Sarno e prodotto da Medusa. «Che mio padre sia rimasto nel cuore di tutti non mi sorprende: quand'era in vita, perfino gli sconosciuti mi parlavano di lui con affetto», spiega Assia Vanzina, 22enne figlia di Carlo. E poi sfilano amici e colleghi, documentando la qualità artistica e quella umana d'un artista mai sopra le righe, come spesso appaiono invece le personalità dello spettacolo. Per la gioia dei cinefili, passano brani di campioni d'incassi firmati Vanzina - Vacanze di Natale, Amarsi un po', Il pranzo della domenica - e teneri filmini di famiglia. «Il cinema? Un'arte a metà strada fra la tratta delle bianche e l'orologeria svizzera. Carlo mi faceva pensare all'orologeria svizzera, per la sua precisione», spiega Antonello Sarno, che divulgherà nelle scuole il suo film.

«Mi sono sempre chiesto come Carlo sia riuscito a girare tutti i film che ha girato e a vedere tutti i film che ha visto. Credo potesse competere solo con Martin Scorsese. Rimpiango di non aver rivisto, con lui, L'uomo che uccise Liberty Valance», dice Giuseppe Tornatore, alludendo alla cinefilia di Carlo, capace di vedere tre film al giorno. Di rammarico parla Giampaolo Letta, amministratore delegato di Medusa e amico del regista. «Non manca soltanto alla sua famiglia e agli amici, ma anche al cinema italiano. Quante volte, con i collaboratori, diciamo: Se ci fosse stato Carlo, a girare questo film!. Era una sicurezza: il suo gran mestiere lo portava a governare il set con autorità. Ma, al tempo stesso, ad avere rapporti professionali ottimi, sia con gli attori internazionali, sia con i non-attori».