In vacanza a Napoli fra arte e camorra Un ricordo personale del grande storico

Della vita privata di Ernst Nolte, morto due giorni fa a 93 anni, sapevo poco. E poi, a chi può interessare la vita privata di uno storico? In genere, la biografia di questi studiosi persi tra documenti polverosi e libri antichi, uno se la immagina noiosa, pietrificata lungo una linea retta che va da un archivio ad una biblioteca. Così quando scoprii la verità sulle sue vicende, aspettai il momento giusto per conoscerlo. Ma capitò solo molti anni dopo, quando l'Istituto italiano per gli studi filosofici ammise un suo ciclo di seminari. Gli inviai una mail prima che partisse da Berlino e poi lo incontrai a Napoli. All'inizio, quando il suo italiano era ancora fluente ci sentivamo anche per telefono.

Da lì sono partiti incontri sfociati in un libro-intervista, nella pubblicazione in Italia di un suo volume sulla Rivoluzione conservatrice tedesca da me curato e prefato e in varie altre cose. In uno di essi mi palesò il desiderio di visitare la Reggia di Caserta. Il primo anno non ci riuscimmo per via di una concatenazione di scioperi che paralizzarono l'intera città di Napoli ma ebbi l'ardire di portarlo a zonzo con la sua signora sul lungomare. Non ci spostammo molto dal suo albergo ma fu una chiacchierata intensa durata l'intera giornata. Ci ripromettemmo di fare visita alla Reggia l'anno dopo. Così fu. Visitammo tutte le stanze aperte al pubblico, ma fui imprudentemente poco rispettoso della sua età; di tanto in tanto mi chiedeva una sosta ristoratrice, per poi riprendere il cammino. Vidi lui e sua moglie incuriositi poi dalle tipiche carrozzelle trainate da cavalli. Non ci facemmo mancare neanche quelle e così attraversammo comodamente uno dei parchi più belli al mondo.

A ripensarci a distanza di tempo, sono convinto che, magari, oltre ad appagare le curiosità da turista, s'è pure divertito per i dialoghi surreali perché, pur facendogli da «Cicerone», continuavo ad interpellarlo su Heidegger, Jünger, Spengler e cose del genere, mentre lui chiedeva lumi sulla criminalità organizzata, sul senso civico dei napoletani, sui semafori rotti, sulla annosa questione dell'immondizia. All'Istituto gli avevano raccontato di una situazione quasi idilliaca, ma la realtà era ben diversa ed io non avendo l'angoscia di scrollarmi di dosso le nefandezze del mio Sud rispondevo serenamente; e peraltro, mi accorsi che più scendevo nei particolari più era attento ed interessato.

Nolte non ha avuto una vita tranquilla. I suoi studi sul fascismo e sul nazismo lo hanno sottoposto ad una serie terrificante di polemiche che avrebbero affossato anche il politico più navigato. Ma non l'hanno fermato minacce fisiche, gas spruzzato in faccia, auto incendiata e varie altre raffinatezze che avrebbero fatto marcire il fegato a chiunque. Col tempo, è stata invece parte della critica a far marcia indietro.