A voi devo così tanti buoni consigli...

Il carteggio tra "nipote" e Maestro: per gentile concessione dell'editore pubblichiamo due brevi stralci di due lettere (una di Baudelaire, già edita dall'editore Cappelli di Bologna nel 1980, e la risposta di Sainte-Beuve inedita in italiano) contenute nel volume Charles Baudelaire - Charles-Augustin de Sainte-Beuve Voi avete preso l'inferno. Lettere e scritti (1844-1869) (Nino Aragno editore, pagg. 208, euro 15; a cura di Massimo Carloni)

(Honfleur) 21 febbraio 1859

Mio caro amico, non so se ricevete la Revue française. Ma, nel timore che la leggiate, protesto contro una riga (a proposito delle Fleurs du mal) a pagina 181, dove l'autore, che tuttavia è molto acuto, commette un'ingiustizia nei vostri confronti. Una volta, su un giornale, sono stato accusato di ingratitudine verso i capi del vecchio Romanticismo, ai quali devo tutto, come diceva, d'altronde giudiziosamente, quel fogliaccio infame.

Questa volta, leggendo quella malaugurata riga, mi sono detto: mio Dio! Sainte-Beuve che conosce la mia fedeltà, ma sa pure che sono amico dell'autore, mi può credere capace di essere stato l'ispiratore di quel passo. È vero il contrario; più di una volta ho litigato con Babou perché volevo convincerlo che voi fate sempre tutto ciò che dovete e potete fare.

Poco tempo fa parlavo a Malassis di questa grande amicizia che mi onora, e alla quale devo tanti buoni consigli. Il mostro non mi ha voluto lasciare in pace finché non gli ho regalato la lunga lettera che mi mandaste in occasione del mio processo, e che forse fornirà la base alla stesura di una introduzione (...). Chiacchiero come un uomo che non ha più nessuno con cui conversare. Scusatemi.