Watchmen: i supereroi secondo Damon Lindelof

Debutta su Sky la serie tv di Watchmen. Damon Lindelof crea un prodotto rispettoso delle precedenti versioni che vuole però dire la sua

Finalmente è uscita la prima puntata di Watchmen, l’attesa serie tv basata sui fumetti di Alan Moore e Dave Gibbons e in parte sequel del film del 2009 diretto da Zack Snyder.

Non si tratta solo di una serie tv tanto attesa dai fan ma anche un gradito ritorno per Damon Lindelof, il creatore di Lost e The Leftovers, uno dei nomi più amati e odiati in circolazione a causa del dibattuto finale della serie tv creata insieme a J.J. Abrams. Con Watchmen, Lindelof produce una serie tv che si muove in un campo pericoloso a causa del difficile compito di realizzare uno show di spessore che abbia rispetto del fumetto e del film, tenendo conto anche del controverso periodo che stanno passando le trasposizioni di questo genere di racconti.

La storia di Watchmen si distingue da quella che abbiamo visto nei cinecomics Marvel o in altri lavori targati DC, i supereroi che vediamo sono meno “canonici” di quelli a cui siamo abituati, le atmosfere sono cupe e i protagonisti sono violenti. Così sono il film e il fumetto e su questa strada si muove anche lavoro di Lindelof.

La storia che vediamo nella serie tv non è un sequel di quanto accade nel film di Snyder, ma parte da alcuni presupposti e personaggi che conosciamo già. Rorschach e i Minutemen sono esistiti ma non sono più in circolazione: elevato a simbolo dai suprematisti bianchi il primo, ricordo nostalgico e personaggi di uno show televisivo i secondi. Ritroviamo invece Adrian Veidt, cioè Ozymandias, invecchiato ma sempre con grande stile e portamento. “L’uomo più intelligente del mondo”, interpretato ora da Jeremy Irons, viene mostrato solo per alcune scene nel primo episodio, tuttavia è chiaro che sta tramando qualcosa e che c’è lui dietro allo scontro sociale che è tornato a fare vittime.

Sono molte le maschere che vediamo, ma le più significative sono quelle della polizia e del Settimo Cavalleria. Da una parte gli agenti delle forze dell’ordine, i quali coprono il loro viso con una maschera gialla al fine di nascondere le identità per evitare rappresaglie contro le loro famiglie. Dall’altra le maschere ispirate a quella di Rorschach, indossate da un gruppo di suprematisti bianchi che si fa chiamare Settimo Cavalleria e che dopo tre anni di latitanza sta tornando a combattere. Al fianco della polizia ci sono alcuni vigilantes come Sister Night, cioè Angela Abar, interpretata da Regina King, qui alla seconda collaborazione con Lindelof dopo The Leftovers, e Looking Glass, cioè Wade, interpretato da Tim Blake Nelson, visto ne La ballata di Buster Scruggs dei fratelli Cohen.

Siamo abituati a vedere in Watchmen un corso degli eventi simile, ma non identico, a quanto realmente accaduto. Il mondo che viene presentato nel primo episodio ha delle similitudini con la nostra realtà, ma non è ambientata in questa. Nel film di Snyder abbiamo visto i numerosi mandati conquistati dal Presidente Nixon, a differenza di quanto da noi conosciuto con le sue dimissioni a seguito del Watergate. Allo stesso modo anche nella serie tv si possono notare significative differenze su chi c’è alla Casa Bianca e da quanto tempo questo curioso personaggio ricopre l’incarico. Lo scontro armato tra civili mascherati e polizia è la similitudine più importante che viene mostrata, è il messaggio che sta alla base di questo primo episodio e molto probabilmente di tutta la serie, è la denuncia di quanto sta accadendo negli Stati Uniti in questi anni con la violenza della polizia, l’uso delle armi e il dilagare del suprematismo bianco.

Si nota un certo rispetto nel lavoro di Damon Lindelof nei confronti delle precedenti versioni di Watchmen, alle quali però l’autore aggiunge il suo inconfondibile timbro nella sceneggiatura. In un certo senso come fece Denis Villeneuve nel suo Blade Runner 2049 con quanto fatto prima da Ridley Scott. Si accoglie con piacere la volontà di fornire un prodotto originale e slegato dalle precedenti narrazioni, nato dal medesimo fumetto su cui si basa il film ma al tempo stesso libero nell’affrontare tematiche scomode, le quali, come sappiamo, sono il cuore di questo genere a sé stante di supereroi. Il giudizio di questo debutto è positivo, ovviamente si tratta ancora di una fase introduttiva ma i presupposti per una serie tv di livello, visto anche che vi partecipa il canale HBO, ci sono tutti.

Il primo episodio in lingua originale sottotitolato è disponibile su Sky Atlantic, seguiranno ogni lunedì le restanti puntate. Per l’uscita degli episodi doppiati invece si parte dal 28 ottobre.