X Factor, Santoro e Report gli show più "social" in Tv

Ormai i programmi basano il loro successo su quanto vengono commentati in diretta su Facebook e Twitter. Ecco le classifiche dei più seguiti sul web

Nessun tweet? Nessun post? Niente mentions? Neanche un fan o un follower? Nemmeno un like? Ah, allora, il programma proprio non esiste. Non è cool. Non è moderno. Fa parte della vecchia tv, quella degli anziani che ancora dicono «metti sul primo». Insomma, ormai se non è «social», la tv non è. Perché la schiera degli spettatori che commentano in diretta su Facebook o su Twitter le trasmissioni sta aumentando in maniera esponenziale. E ormai pochi spazi televisivi si possono chiamare fuori dal fenomeno. In pratica è come se ci fosse un immenso bar virtuale dove ognuno può dire la sua, una parola intelligente, come pure una gran cavolata. Tutti opinionisti in tempo reale, tutti insieme, in condivisione, come quando arrivarono in Italia i primi schermi e la gente si radunava nelle case o nelle trattorie. Pure i divi e i dirigenti televisivi da tempo hanno scoperto il giochino. Per loro è una pacchia: possono avere il contatto diretto con i fan, senza doverli incontrare de visu, senza dover stringere mani o fare foto di rito.

E così diventa sempre più interessante leggere le classifiche che certificano quali solo i programmi più «social» e quanti sono gli spettatori «attivi» che riescono a catturare. L'ultimo report di Blogmeter, uno dei servizi di analisi dei social media più accreditati, relativo ai mesi di ottobre- novembre e dicembre, rivela dati interessanti, come si vede bene nel grafico in pagina. In primo luogo che gli show di maggior successo in rete restano quelli più giovanili e moderni come X Factor e Masterchef, ma si trovano anche trasmissioni tradizionali come La Prova del cuoco e Alle falde del kilimangiaro. Inoltre vanno fortissimo quelle dedicate all'approfondimento politico (e non eravamo ancora in piena campagna elettorale). In testa alle classifiche ci sono Servizio Pubblico, Report e Che tempo che fa. Fanno anche ottime prestazioni Ballarò, L'Ultima parola di Paragone, Agorà di Vianello. E pure Tv Talk («social» all'apoteosi: un programma che parla di tv commentato dagli spettatori della tv). Altissime punte sono state registrate inoltre per il dibattito a cinque dei candidati alle primarie del Pd avvenuto su Skytg24 (127mila messaggi) e per il duello Renzi-Bersani in onda su Raiuno (131mila messaggi).

Prendiamo i programmi al top. Cominciamo da X Factor, lo show più «virale» che ci sia, grazie certamente alla sfida canora che genera interesse nel pubblico giovane più attivo e al fortissimo lavoro di marketing. Nei tre mesi autunnali ha prodotto ben 630mila menzioni su Twitter, di cui 93mila sull'account ufficiale, con un picco nella serata in cui erano ospiti gli One Direction (115mila tweet). E su Facebook si arriva a 800mila interazioni (31mila reazioni al post sulla vittoria di Chiara). Al secondo posto tra le trasmissioni più discusse c'è Servizio pubblico di Santoro. La puntata con ospite Berlusconi del 10 gennaio è stata la più commentata in assoluto da sempre sui social network. In particolare su Twitter 204.636 i cinguettii lanciati, con un picco di 1.885 tweet al minuto. In autunno ha ottenuto oltre 240mila citazioni (di cui 33mila dirette all'account) e 390mila su Facebook. Dove registra ben 256mila fan.

Insomma, un fenomeno impressionante che, se da una parte non rispecchia certamente il pensiero dell'intera platea televisiva (ma di quella più importante perché più attiva e giovane), dall'altra è destinato a crescere a vista d'occhio. Basta pensare che gli utenti di Facebook in Italia sono 23 milioni e quelli di Twitter 3,5. Il prossimo banco di prova sarà Sanremo: lo show tv più commentato nei bar (veri).

«Molti i motivi di questa escalation - spiega Vincenzo Cosenza, social media strategist di Blogmeter - la diffusione capillare degli smartphone, la voglia innata di commentare e partecipare, una strategia integrata di marketing da parte dei responsabili dei programmi che parte dall'ascolto delle conversazioni in rete e arriva alla gestione in diretta delle opinioni mandandole in sovraimpressione o girando le domande del pubblico agli ospiti presenti in studio». Dunque, la platea social condizionerà sempre di più il successo delle trasmissioni. «Basta pensare - riflette Andrea Scrosati, vice presidente Sky e un precursore nel settore - al fenomeno di queste ore, Masterchef, di cui si discute non solo durante il programma ma anche nel resto della settimana, condividendo commenti, foto, battute che fanno sentire gli spettatori parte di un unico club di appassionati». E dove si arriverà? «Aumenterà sempre di più l'interazione del pubblico, attraverso sistemi sempre più evoluti di voting, di partecipazione in diretta, dal clapping virtuale che abbiamo introdotto per la prima volta in Italia con X Factor alla possibilità di intervenire sull'effettivo svolgimento del programma decidendone da casa gli snodi principali sino a determinarne il finale. Inoltre, in futuro aumenterà in maniera esponenziale la quantità di informazioni, immagini e contributi che arriveranno dal pubblico al programma condizionandolo e diventandone parte integrante».

Insomma, in Tv, o si sarà social o non si sarà.