Speusippo, Elasippo, Melesippo e Neonilla

A leggere i primi tre di questi nomi, uno potrebbe pensare: guarda un po’ che coincidenza di desinenze. Invece si tratta di una assonanza voluta, perché Speusippo, Elasippo e Melesippo erano gemelli. Evidentemente il parto trigemino doveva essere un’eccezione anche nell’antichità e certamente i genitori avevano inteso confermarlo giocando coi nomi. I tre nacquero e vissero in Cappadocia non si sa se al tempo dell’imperatore Aureliano o in quello di Marco Aurelio. Sia come sia, erano entrambe epoche di persecuzione e i tre ci lasciarono la pelle. Neonilla (o Leonilla) era la loro nonna, che li prese con sé e li allevò quando i tre ragazzini rimasero orfani. Fu lei, che era cristiana, a farli battezzare e, quando venne il tempo della persecuzione, i tre gemelli cristiani non cedettero. Quando vennero arrestati e condotti davanti al magistrato, il loro interrogatorio colpì molto gli astanti, perfino il notaio che redigeva il verbale, Neone. Anche la loro nonna fu arrestata, naturalmente. I tre, poiché resistevano, furono sottoposti a svariate torture. Non sappiamo se anche Neonilla venne torturata. Né conosciamo il rapporto che legava quest’ultima a tale Giulia o Junilla, che la vista della straordinaria forza d’animo degli imputati determinò a diventare cristiana (e finì decapitata subito dopo). La conversione più spettacolare, comunque, fu quella del notaio, che, a furia di trascrivere le parole degli interrogati, finì col convincersi delle loro ragioni. Ovviamente venne anch’egli martirizzato. Così, i martiri di quel giorno divennero sei.