Lo spoil system s’abbatte su Laziomatica

Antonella Aldrighetti

La falcidia della giunta Marrazzo modellata sull’egida dello spoil system s’è manifestata con estrema prontezza quando s’è trattato di «mandare a casa» 12 consulenti di Laziomatica. Gli irriducibili moralizzatori della «casa di vetro» di via Cristoforo Colombo, sebbene ad oggi vantino all’attivo un numero considerevole di ingaggi esterni ottimamente retribuiti, non ci hanno pensato su due volte a risolvere i contratti conclusi dall’ex giunta Storace. Motivandoli con un taglio netto di spesa pari a mezzo milione di euro. Anche se lo stesso neo amministratore unico della società regionale, Edoardo Narduzzi, non esclude che «in futuro, ossia dopo che la situazione attuale sarà messa a regime, possano essere stipulati contratti di consulenza esterna». Ci risiamo quindi: non si giocherebbe al risparmio a beneficio dei cittadini del Lazio, si cambierebbe solo come e dove indirizzare i soldi. E quello che oggi viene chiamato restyling informatico del portale regionale (la società Laziomatica operativa dal 2003 si occupa già della realizzazione del sistema informativo) sarebbe rappresentato da una serie di novità per l’organizzazione della pubblica amministrazione. Buste paga via sms o via e-mail per i 5000 dipendenti della regione e, per i cittadini, un numero unico o meglio una chiamata telematica per prenotare i servizi sanitari compresa la chiamata al 118. Addio Recup, è il caso di dire? Ci sarà un nuovo numero rivisitato, ampliato e corretto. Ma come? L’ambizioso progetto prevede pure la messa in rete degli esami medico-specialistici dei pazienti. Quanto ai costi gestionali per l’innovazione tecnologica? Se il presidente Marrazzo «liscia» la domanda rispedendo la palla a Narduzzi e all’assessore alla Burocrazia, Mario Michelangeli, quest’ultimo non si reprime nell’affermare che «fino ad oggi la società è stata il ricettacolo clientelare dell’ex giunta Storace». Mentre i «nuovi inquilini» si prodigheranno da qui al 2006 di tagliare i costi di un milione netto di euro. Perché ad oggi «manca un progetto coerente e integrato - aggiunge Narduzzi - che veda in rete tutti i comuni del Lazio e che renda competitiva la gestione tecnologica». Un esempio? «Il nuovo canale Tv, integrato al digitale terrestre che - spiega sempre l’amministratore - dopo una sperimentazione di 6 mesi, a partire da settembre, dimostri al cittadino come fruire dei nuovi servizi regionali integrati». Ma per rendersi conto delle novità che verranno apportate bisognerà attendere il 2006. La macchina su «information and communication technology» e in generale l’e-government è tutta da realizzare - stando alle dichiarazioni del governatore Marrazzo. «Ma quale realizzazione? - si chiede il capogruppo di An alla Pisana, Giulio Gargano - È sorprendente il proclama della messa in rete di tutti i Comuni. Quattro mesi fa, in rete ce n’erano oltre 250. Oggi, sono 300. E i 78 che mancano, mancano per problemi di cablatura non dipendenti né dalla Regione né dalle singole amministrazioni, ma dalle infrastrutture di rete. Altrimenti, già sarebbero connessi come gli altri». Puntando i piedi sulla disinformazione, l’ex maggioranza di governo regionale specifica per bocca di Gargano che «l’iniziativa seppur lodevole della nuova gestione Laziomatica, cerca di accreditare come propri tutta una serie si progetti innovativi già varati dalla giunta Storace». Un copione che Marrazzo e i suoi hanno già proposto in diverse occasioni.