Sport, vitamine e calcio per ossa più robuste

di Luigi Cucchi

Si è celebrata il 20 ottobre la Giornata mondiale dell’osteoporosi, una malattia sistemica dell’apparato scheletrico caratterizzata da una bassa densità minerale ossea e da un deterioramento della microarchitettura del tessuto osseo che diventa più fragile ed è esposto a maggiori rischi di frattura per traumi anche minimi. Le fratture sono l’evento clinico più rilevante dell’osteoporosi, anche perché interessano spesso polso, vertebre e femore. In quest’ultimo caso, il ricovero in ospedale è indispensabile e spesso è necessario l’intervento chirurgico con inserimento di protesi. I dati epidemiologici dimostrano che solo il 50% dei pazienti rimane autosufficiente dopo una frattura del femore e che la qualità di vita successiva viene comunque compromessa. In Italia, nei soggetti over 70, queste fratture sono più di 80mila e il costo per il sistema sanitario nazionale, relativo alle sole spese legate alla fase acuta, ammonta a circa 500 milioni di euro.L’incremento della vita media che ha caratterizzato gli ultimi decenni ha fatto salire il numero degli individui a rischio di osteoporosi e quindi di frattura, e la tendenza appare inesorabilmente in aumento. Alcuni fattori di rischio sono genetici e quindi non possono essere modificati. Tra questi, il più rilevante, è il sesso femminile. L’osteoporosi interessa la donna con un rapporto di 8 a 2 nei confronti dell'uomo; perché ha un apparato scheletrico meno robusto, è esposta alla perdita accelerata di minerale dopo la menopausa, e vive più a lungo. L’età infatti può essere considerata di per se un fattore di rischio.
Si calcola che siano affette da osteoporosi il 15% delle donne di 50 anni e il 50% delle donne di 80 anni. Secondo l’Oms, nel 1990 si sono verificate circa 1.700.000 fratture di femore nel mondo; ne sono previste 6.300.000 per il 2050. Più che una «malattia» l'osteoporosi è una «sindrome» cioè una patologia condizionata da numerosi fattori e da concause non completamente conosciute. Per comprendere meglio i meccanismi attraverso i quali l'osso può diventare porotico, rarefatto e fragile, è importante conoscere i momenti fondamentali che ne regolano la crescita ed il metabolismo normale.
Le maggiori conoscenze sulla fisiopatologia dello scheletro hanno portato un grande avanzamento nel campo della diagnosi e della terapia, tuttavia è nel campo della prevenzione che si gioca la sfida più grande. Il messaggio che l’International Osteoporosis Foundation (Iof)) lancia è il seguente: «Ama le tue ossa, movimento, vitamina D e calcio per uno scheletro infrangibile».