Tappa grandi firme: Gilbert colpo d'artista, Contador stacca Aru

Il sardo, attaccato dalla maglia rosa sullo strappo finale, perde 11'': "Ho avuto un calo di zuccheri, ma non mollo"

Vicenza - Due indizi non sono mai una prova, ma una fondata preoccupazione sì. Anche ieri, sullo strappo finale di Monte Berico, Fabio Aru ha pagato dazio. Ha soprattutto accusato le variazioni di ritmo, le rabbiose progressioni imposte da Philippe Gilbert, campione del mondo nel 2012 a Valkemburg e grande cacciatore di classiche (nel suo palmares una Liegi, due Lombardia, tre Amstel) che ieri è andato a vincere sul traguardo di Vicenza come se fosse un'Amstel Gold Race.

In un clima da classica del nord, con pioggia, nebbia e gelo, il nostro Fabio Aru è arrivato al traguardo con 8" di ritardo da Aberto Contador, che è giunto alle spalle di Gilbert e per questo ha incamerato anche 6" di abbuono. In un sol colpo, Aru ha concesso alla maglia rosa 14" e così è scivolato a 17".

«Ho sofferto nel finale un calo di zuccheri - ha spiegato la maglia bianca di miglior giovane di questo Giro -. Il finale è stato abbastanza tortuoso, non c'è stato modo di mangiare e così alla fine ho pagato dazio, arrivando al traguardo privo di energie. Detto ciò non sono preoccupato. Alberto è esperto ed è anche molto forte, ma io non mollo».

Non si nasconde Aru, e non cerca nemmeno scuse. Anche lui, a suo modo, è un " hombre vertical ", un "hidalgo" tutto d'un pezzo, che non si dà per vinto, visto che ha lasciato per strada solo una manciata di secondi.

Non si fa illusioni, invece, la maglia rosa, che dopo il traguardo appare disteso e di buon umore. E non potrebbe essere diversamente. «La giornata è andata bene - ha spiegato lo spagnolo in rosa -. Il finale è stato molto veloce e ostico, visto che la pioggia ha reso tutto più difficile, in particolare in discesa. In ogni caso sono contento: ogni giorno mi sento meglio. Ho visto anche oggi (ieri per chi legge, ndr) Aru un po' in difficoltà, così a 600 metri dall'arrivo sono uscito dalla sua ruota per provare a guadagnare qualche secondo».

Gilbert imbattibile, in quella che lui ha definito la sua ultima occasione. «Questa era l'ultima tappa che davvero mi si addiceva - ha detto in un buon italiano -. Ci credevo molto, avevo visionato con Fabio Baldato (il suo tecnico alla Bmc, ndr) il percorso prima della Milano-Sanremo. Conoscere lo strappo finale ha fatto la differenza. Dopo un inizio di stagione al di sotto delle mie aspettative, ci voleva proprio una vittoria così importante».

Ordine d'arrivo della 12ª tappa (Imola-Vicenza): 1. Philippe GILBERT (Bel, BMC) 190 km in 4h22'50"; 2. Contador (Spa) a 3"; 3. Ulissi st; 4. Geschke (Ger); 5. Battaglin, 6. Tioralongo (Ita), 10. Landa (Spa) a 6'', 26. Aru (Ita) a 11''.

Classifica generale: 1. Alberto CONTADOR (Spa, Tinkoff) 51h17'06"; 2. Aru a 17"; 3. Landa (Spa) a 55"; 4. Cataldo a 1'30"; 5. Kreuziger (R.Cec) a 1'55"; 6. Uran (Col) a 2'18.