Esorcisti e nubi azzurre mettono fretta a Tavecchio

I maghi del caso Catania, Conte e le voci di processo

Roma - Nel nuovo sconquasso che si sta abbattendo sul nostro calcio, spuntano slogan, folklore e anche nubi oscure sul futuro della nostra Nazionale. C'è un reo confesso eccellente (l'ex patron del Catania Pulvirenti), entrano in scena maghe, anzi un esorcista consigliato da Lotito al collega siciliano, arrivano i proclami del Palazzo. «Cacceremo i mercanti dal tempio», tuona il presidente Figc Tavecchio che annuncia di avvalersi delle sue prerogative - vedi l'articolo 33 comma 11 del codice di giustizia sportiva - «per velocizzare l'espletamento delle procedure processuali nel rispetto dei tempi del campionato». «Processi giusti ma in tempi rapidi per non bloccare la stagione», rinforza il concetto il procuratore federale Palazzi, da sempre nel mirino per l'inevitabile lentezza della giustizia sportiva e ancora alle prese con le carte di Cremona con l'annunciata richiesta di rinvio a giudizio, tra gli altri, del ct Conte.

Ieri Palazzi ha ricevuto gli atti dell'inchiesta «I treni del gol» da Catania, ora con i suoi collaboratori - in attesa che venga varata (ma entrerà a regime fra un anno, ndr ) la superprocura con le sedi distaccate di Milano, Napoli e Roma - dovrà viaggiare spedito per iniziare le audizioni e mettere ordine almeno nel torneo di B. Nelle carte partorite in due mesi dalla procura siciliana, leggeranno le verità di Pulvirenti. Ovvero delle 5 partite comprate a 100mila euro l'una e delle maghe consigliate da Lotito per arrivare alla salvezza nella telefonata che lo tira in ballo nella partita «aggiustata» tra Catania e Avellino. «In realtà quando Pulvirenti mi ha confidato i suoi problemi - così il presidente della Lazio - ho preso informazioni da un sacerdote di Catania e gli ho consigliato l'esorcista. Poi mi ha chiesto appuntamenti col credito sportivo, con un ad di una banca e con il Chievo. Questa è la verità, riscontrabile negli atti».

Entro la fine della settimana (si spera) la Figc renderà noti i passaggi per velocizzare i procedimenti processuali. Niente di nuovo, intendiamoci: come già avvenuto in passato, si potrà ad esempio rinunciare agli interrogatori in caso di mancata risposta alla convocazione dei tesserati, basandosi solo sulle carte per arrivare a possibili deferimenti. Si partirà molto probabilmente dal filone di Catania e dello stralcio di quello di Catanzaro legato alla posizione del Teramo e alla presunta combine con il Savona. L'obiettivo è arrivare ai deferimenti entro la fine di luglio e alle sentenze di secondo grado a metà agosto. «Se non si dovesse partire con i campionati, certi delle squadre iscritte, il commissariamento sarà inevitabile», ha sottolineato il presidente del Coni Malagò.

Sullo sfondo la vicenda della Lega Pro (ieri bocciato il bilancio, la Figc può commissariare il presidente Macalli) e quella legata al ct azzurro Conte. Secondo indiscrezioni, il pm di Cremona Di Martino chiederà per lui nei prossimi giorni il rinvio a giudizio per frode sportiva in relazione a due partite di quando allenava il Siena (Novara e Albinoleffe). «Ma negli atti dell'inchiesta - si legge nella memoria difensiva preparata dell'avvocato Cammarata - c'è la prova positiva del fatto che Conte nulla fece di quanto in suo potere. In Novara-Siena non fece giocare Carobbio (l'unico nell'ipotesi di accusa che si accordò con l'organizzazione criminale, ndr) e in Albinoleffe-Siena, come riferito dall'ex portiere dei toscani Coppola, spronò la squadra e decise di far giocare i più motivati». «Un rinvio a giudizio non è una condanna», così Tavecchio. E almeno su questo punto c'è piena sintonia con Malagò.