Blaszczykowski e il croato Kalinic portano i viola al secondo posto

Dodici punti e secondo posto in classifica per la Fiorentina di Sousa

Dodici punti, secondo posto in classifica, tre dalla vetta interista e l'impressione che qualcosa di decente quest'anno possa anche succedere. La Fiorentina di Paulo Sosa prosegue la sua corsa verso l'ignoto e batte con una certa fatica (e possesso palla catalano) un Bologna che rinunciatario è dire poco. La squadra di Delio Rossi fa calcio antico con schema obbligato: lancione e vediamo che fa Destro, versione (poco) aggiornata dell'Andersson che fu. Destro che in un paio di occasioni turba l'attento Tatarusanu. La partita, un monologo viola, si sblocca al minuto 26 del secondo tempo. Come insegnano i maestri di Spagna se pressi feroce e tiene palla generalmente la vinci. E i viola raccolgono il risultato di tanto forcing al minuto 26 del secondo tempo con il polacco Blaszczykowski che, ironia della sorte, neanche doveva giocare. Rebic lavora un buon pallone sulla sinistra, il cross viene sfiorato da Vecino e finisce nella zona di Blaszczykowski, che segna in spaccata. La Fiorentina di quest'anno quando va in vantaggio vince e anche stavolta riesce a congelare il risultato con il raddoppio del subentrato Kalicic, il croato in spaccata raccoglie un cross dello spagnolo Alonso. Morale della favola? Viva la Spagna. Nel finale, standing ovation per l'altro spagnolo Borja Valero, migliore in campo. Applaude anche Pepito Rossi che, invece di deprimersi per l'inspiegabile mancata partecipazione, incita come un matto i suoi. Campione anche senza giocare.