Napoli da Champions tra polemiche, aiutini e gol all'ultimo assalto

Il Cagliari contesta due reti in dubbio fuorigioco. De Laurentiis provoca su Twitter. Decide Insigne

La parabola di Insigne «sporcata» da Perico che arriva sui titoli di coda di un Napoli-Cagliari da batticuore ha il sapore inebriante della Champions. Il tweet velenoso del patron partenopeo De Laurentiis, finito in rete 16 minuti dopo il fischio finale di De Marco, ha quello polemico legato al mercato. I 102 secondi trascorsi dal colpo di tacco di Astori alla decisione - dopo il conciliabolo tra direttore di gara De Marco, assistente di linea Viazzi e arbitro di porta Doveri - di convalidare il gol del pari del Napoli, fanno invece il gioco dei sostenitori della moviola in campo. Sono le immagini simbolo del pomeriggio da fuochi d'artificio del San Paolo, dove la maledizione Cagliari sembrava essersi abbattuta come una mannaia: azzurri sotto per lo «schiaffo» di Ibarbo che ammutolisce i 40mila presenti in tribuna, primo sorpasso con thrilling (l'autogol già citato di Astori, la rete in sospetto offside di Cavani che fa infuriare i sardi), il gol alla Del Piero di Sau che fa calare nuove ombre sullo stadio di Napoli, la perla finale e decisiva del «furetto» di Frattamaggiore che scaccia i cattivi presagi.
Nel giorno in cui Cavani regala il suo 23° sigillo in campionato (106° in A, superato Anastasi) ma con una prestazione luci e ombre - le sirene di mercato non possono non condizionare il Matador -, Insigne si dimostra riserva di lusso nel parco attaccanti di Mazzarri: per lui ieri 4° gol su cinque segnato entrando dalla panchina. «Lorenzinho» sta diventando specialista in gol impossibili. Ne faceva tanti a Pescara con Zeman, li ha ricominciati a confezionare anche vestito d'azzurro nel momento più caldo della stagione.
Una rete che avvicina la truppa napoletana al secondo posto. Con due dediche particolari: quella più tenera dell'attaccante al piccolo Carmine, il primogenito nato da poco; quella più pepata di De Laurentiis «a Cellino, Astori e Nainggolan». Una scivolata su Twitter, social network con il quale il patron azzurro si diverte molto negli ultimi tempi, oppure un messaggio criptato? Due le certezze: il mittente e i destinatari. Cellino, patron dei sardi e avversario in Lega del patron azzurro, Astori e Nainggolan, due dei calciatori più rappresentativi del club rossoblù in cima alle preferenze del mercato di gennaio dello stesso De Laurentiis. «Da lui ci si sarebbe aspettato maggior buon gusto, qualità che evidentemente non appartiene al presidente partenopeo», la risposta piccata del Cagliari. «Se è così, al Napoli non ci andrò mai...», ironizza Nainggolan.
«Tra presidenti sanno cosa si dicono, se De Laurentiis ha detto certe cose avrà i suoi buoni motivi. Astori e Nainggolan non sono stati nei nostri piani a gennaio, almeno che io sappia. Se poi li voleva prendere a mia insaputa, chiedetelo al presidente», il commento di Mazzarri. Caparbio fino al termine (4 attaccanti in campo), riuscendo a dare la carica al solito Napoli sprecone, ma anche sfortunato contro un Cagliari orgoglioso e ben messo in campo dalla coppia Pulga-Lopez.